Recensione: Francesco Guccini, Tralummescuro

Francesco Guccini
TRALUMMESCURO, BALLATA PER UN PAESE AL TRAMONTO
Edizioni Giunti, € 19

Chi conosce Francesco Guccini solo per le sue canzoni, canzoni che hanno caratterizzato un lungo periodo della canzone d’autore italiana, non si dovrebbe stupire a scoprire uno scrittore capace di descrivere con un tono preciso, mai stucchevole né gratuito, un’epoca che non c’è più, l’epoca della sua giovinezza, ma anche l’epoca di un paese che viveva allora come una nuova giovinezza, l’Italia dell’immediato dopoguerra. Guccini, classe 1940, nasce a Pàvana, piccolo paese sull’appennino tosco-emiliano.

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Recensione: David Foenkinos, Verso la bellezza

David Foenkinos
VERSO LA BELLEZZA
Edizioni Solferino, € 18
Traduzione Elena Cappellini

Conosciamo già David Foenkinos per averci raccontato la storia drammatica di Charlotte Salomon, la giovane ebrea uccisa ad Auschwitz e autrice dei dipinti della raccolta Vita? o Teatro? nei quali racconta sé stessa e il suo amore. In questo romanzo riprende per certi versi gli stessi argomenti ma li articola in una storia duplice. Iniziamo conoscendo il professor Antoine Duris, che lascia il liceo dove insegna per una forma di depressione dai motivi oscuri.

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Recensione: Marco Magini, Come fossi solo

Marco Magini
COME FOSSI SOLO
Edizioni Giunti, € 14

L’esecuzione delle pena di morte potrebbe essere morale
mai la sua legittimazione
Theodor Adorno

Questo romanzo, insieme a La figlia di Clara Usón (Sellerio, 2013), forma un corpus imperdibile per chi voglia entrare emotivamente e storicamente nelle crudeltà della guerra nella ex Jugoslavia. Se il romanzo di Usón è più attento alla dimensione storica, qui l’autore, pur su una solida base documentale accuratamente riportata al termine del libro, è molto abile ad inventare tre diverse letture dell’eccidio di Srebenica.

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Recensione: Manu Larcenet, Lo scontro quotidiano

Manu Larcenet
LO SCONTRO QUOTIDIANO
Edizioni Coconino Press, pp. 242, € 27

Più che una graphic novel, locuzione che contiene un implicito sminuente, questo libro è un vero e proprio romanzo. Un grande romanzo, per la precisione. Marco, il giovane protagonista della vicenda, è un disegnatore che sta cercando un senso alla sua vita. Per trovare un senso, si prende una pausa dal lavoro e una nuova casa. E da questa nuova casa succede tutto.

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Recensione: Valeria Luiselli, Archivio dei bambini perduti

Valeria Luiselli
ARCHIVIO DEI BAMBINI PERDUTI
Edizioni La nuova frontiera, pp. 405, € 20
Traduzione Tommaso Pincio

Intrecciando abilmente una vicenda reale – il treno detto ‘la bestia’ che ogni anno trasporta migliaia di immigranti clandestini dal Messico all’America – ad una vicenda immaginaria – una famiglia che si sta sgretolando e che si sposta per un ultimo tentativo di rinascita verso gli stati del sud degli Stati Uniti – Valeria Luiselli ha creato un romanzo che avvince il lettore da molti punti di vista.

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Recensione: Ling Ma, Febbre

Ling Ma
FEBBRE
Edizioni Codice, pp. 345, € 19,00
traduzione Anna Mioni

I romanzi post apocalittici hanno una solida tradizione letteraria, dalla Nube purpurea a La peste scarlatta si sprecano le situazioni immaginate in cui un ridotto manipolo di umani deve fare i conti con il crollo della società e le conseguenti difficoltà di sopravvivenza. L’esordio di Ling Ma si accoda a questa tradizione, riservando però una parte direi meno rilevante all’esito della fuga per privilegiare la dimensione pre-catastrofica, quasi voglia significare che il futuro è meno interessante del presente e del passato. Il tutto comunque, con un’ottima scrittura.

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Recensione: Xhenet Aliu, Ottone

Xhenet Aliu
OTTONE
Edizioni Codice, pp. 347, € 19,00
Traduzione Fabio Viola

La giovane Xhenet Aliu racconta in modo creativo il profondo legame tra una madre e una figlia; lo fa collocandole in due momenti temporali ben distinti e così riesce a coinvolgere il lettore prima nella vicenda di Elsie, giovane cameriera lituana, che incontra al lavoro Bashkim, immigrato albanese che lavora nello stesso ristorante, di proprietà del cognato e della sorella; e poi in quella di Luljeta, la figlia diciassettenne di Elsie, che cresciuta obbediente e scrupolosa ma senza un padre, che decide di dare una scossa alla sua vita e parte per il Texas alla ricerca del genitore perduto.

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Recensione: Andrea Olivieri, Una cosa oscura, senza pregio

Andrea Olivieri
UNA COSA OSCURA, SENZA PREGIO
Edizioni Alegre, pp. 403, € 18

La conoscenza storica di ognuno di noi presenta evidenti ed inevitabili lacune. Nulla di strano quindi nel riconoscere di non sapere nulla di preciso di quello che successe nella zona di Trieste dal ’43 all’immediato dopoguerra. Andrea Olivieri offre quindi a chiunque sia interessato un’esaustiva ricognizione sui fatti successi in quei luoghi, che videro le forze partigiane scontrarsi con le milizie fasciste riorganizzate dai nazisti dopo la resa del re.

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Recensione: Zia Haider Rahman, Alla luce di quello che sappiamo

Zia Haider Rahman
ALLA LUCE DI QUELLO CHE SAPPIAMO
Edizioni La nave di Teseo, pp. 665, € 24,00
Traduzione Fabio Zucchella

La storia di un’amicizia, quella tra il narratore e Zafar, intrecciata alla storia di un paese, il Bangladesh, il tutto sotto il cappello di un’altra amicizia storica, quella tra Kurt Godel e Albert Einstein. Ecco in breve le tematiche del romanzo che La nave di Teseo propone al lettore italiano. Se di Einstein non c’è bisogno di parlare, di Godel è forse necessario ricordare il suo teorema dell’incompletezza:

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Recensione: Mark Z. Danielewski, Casa di foglie

Mark Z. Danielewski
CASA DI FOGLIE
Edizioni 66thand2nd, pp. 723, € 29,00
traduzione Sara Reggiani e Leonardo Taiuti

Affronto la recensione di questo mastodontico romanzo sfruttando gli apporti critici di Routledge (1992, pp. 324 sgg.) e sopratuttto Moskin (2007, pp. 19 sgg.). Il primo autore, noto critico letterario del New York Times, recentemente deceduto alla bell’età di 97 anni, sosteneva che la possibile sopravvivenza della letteratura in un mondo che si stava rapidamente spostando ad una dimensione prevalentemente visiva stava nella capacità di cogliere questo elemento, farlo proprio e utilizzarlo per mostrare la sua dannosità per il percorso di civilizzazione.

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