Recensione: Erik Larson, Il diavolo e la città bianca, Neri Pozza

Erik Larson, Il diavolo e la città bianca

Neri Pozza, pp. 506, euro 18

Traduzione Grazie Maria Griffini

Come già detto in questa rubrica, Erik Larson ha trovato un modo gradevole di proporre parti di storia americana ad un pubblico anche di non americani. Dopo averci narrato dell’affondamento del Lusitania, delle vicende dell’ambasciatore americano a Berlino prima della shoà e del ruolo svolto dall’invenzione di Marconi per catturare un pericoloso assassino, Larson ci porto agli anni in cui Chicago divenne la sede deputata per rispondere alla sfida lanciata da Parigi al mondo con la costruzione della torre Eiffel. Con la consueta capacità di ricreare un’atmosfera, Larson ci porta a conoscere (altro…)


Recensione: Attilio Veraldi, La mazzetta, Ponte alle grazie

Attilio Veraldi, La mazzetta

Ponte alle grazie, pp. 283, euro 16.80

Il poliziotto, l’investigatore, colui che risolve le intricate matasse dei romanzi gialli è, nel migliore dei casi, il simbolo di una società; muovendosi verso la soluzione svela atteggiamenti e modi di pensare caratteristici. Alessandro Iovine, Sasà per gli amici, è il protagonista di questo giallo/noire che offre, in maniera molto gradevole, uno spaccato sulla società italiana, sul finire degli anni ’70.

Sasà si spaccia per avvocato, ma (altro…)


Recensione: Julian Barnes, Il rumore del tempo, Einaudi

Julian Barnes, Il rumore del tempo

Einaudi, pp.187,  euro 18.50

Traduzione Susanna Basso

 

Vivere da artista, ovvero da intellettuale, nell’Unione sovietica di Stalin, e poi di Crushev, e poi di Breznev; ecco quello che è stata la vita di Dmitri Sostakovich. Il ritratto che dà Julian Barnes è quello di una persona tormentata, costantemente incerta sulla strada da prendere; seguire il suo destino di intellettuale, con tutta la solitudine e il dolore che comporta, o accettare i compromessi che servono a vivere nella vita reale?

Sotto il governo stalinista una tale alternativa (altro…)


Recensione: V.S. Naipaul, Sull’ansa del fiume, Adelphi

V.S. Naipaul, Sull’ansa del fiume

Adelphi, pp. 327, euro 26

Traduzione Valeria Gattei

Questo libro, quando venne pubblicato, decretò il successo commerciale del futuro premo nobel; ora, leggendolo a quasi trent’anni da quando fu scritto, servirà alla riportare alla memoria quello che successe in Africa quando i movimenti di liberazione presero il via, oltre a prendere conoscenza con la scrittura di un maestro.

Il protagonista è il giovane Salim, un indiano che (altro…)


Recensione: Kader Abdolah, Un pappagallo volò sull’Ijssel, Iperborea

Kader Abdolah, Un pappagallo volò sull’Ijssel

Iperborea, pp. 523, euro 19.50

Traduzione Elisabetta Svaluto Moreolo

Cosa significa vivere da immigrati. Ecco, in poche parole, come può essere riassunto l’ultimo lavoro di Kader Abdolah, autore dell’indimenticabile Scrittura Cuneiforme. Non c’è un vero protagonista in questo nuovo romanzo; se in Scrittura Cuneiforme il narratore ricorda la sua vita in Persia, qui la Persia è solo il luogo di partenza, il paese, la zona geografica, da cui Memed scappa con la figlia piccola per approdare a luoghi più umani, dove è possibile vivere senza l’ombra della morte perennemente sospesa sul capo. Dal suo arrivo all’aereoporto senza documenti si dipana tutta la storia, in cui Memed diventa un personaggio di una vicenda corale, perché l’immigrazione è un fatto corale. Coinvolge milioni di persone, spinte dalla crisi economica, verso paesi a loro stranieri nei quali non è facile vivere. Ma Memed arriva quando l’iimigrazione è ancora un fatto episodico, folcloristico, e l’immigrato non viene visto come un pericolo. Abdolah è bravo a fare scorrere lentamente il tempo, in modo da mostrare come la vita degli immigrati pian piano si adatti al luogo, e come il luogo venga modificato da questo adattamento. Nel bene e nel male. Anche nella civile e organizzata Olanda nascono movimenti xenofobi. Ma gli immigrati ormai hanno una vita, e non è più possibile scacciarli. Con pazienza, con umanità, con profonda partecipazione – ricordiamo che Abdolah è scappato dall’Iran di Khomeini approdando all’Olanda da profugo – e con un consapevole utilizzo di mezzi narrativi appartenenti alla tradizione araba – non a caso il libro ha un’epigrafe tratta dalle parole di Shahrazad e come le Mille e una notte si compone di una miriade di racconti intrecciati – lo scrittore ci mostra la vita degli immigrati in un luogo specifico, le sponde del fiume IJssel.

Il suo posto.


Recensione: Marco D’Eramo, Il Selfie del mondo. Indagine sull’età del turismo, Feltrinelli.

Recensione

Marco D’Eramo
Il Selfie del mondo. Indagine sull’età del turismo
Feltrinelli, pp. 234, euro 22

Il commento a questo libro può iniziare con la frase di Beckett che Deleuze e Guattari pongono all’inizio dei Millepiani: ““Non viaggiamo per il piacere di viaggiare, che io sappia. Siamo stupidi, ma non fino a questo punto.” Questa frase lascia sospettare un certo snobistico disprezzo del turista, ma lascia anche intravedere una profonda verità. Molto spesso il viaggiare non è piacere puro (altro…)


Recensione: Jeff Bartsch, Due Verticale, Nord

Jeff Bartsch, Due Verticale

Nord, pp. 317, euro 16.60

Traduzione Alessandro Storti

Vera e Stanley si conoscono ad uno Spellig Bee, una gara di ortografia, dove sono condotti sedicenni dalle rispettive madri, due vedove che vedono nel buon compimento del futuro dei figli la loro unisca meta.

I due sono estremamente intelligenti, ma con quell’intelligenza che rischia di sfociare nell’asocialità, trovando difficile condividere interessi con i coetanei. Sembrano fatti l’uno per l’altra e sembrerebbe anche (altro…)


Recensione: Mohsin Hamid, Exit West, Einaudi

Mohsin Hamid, Exit West

Einaudi, pp. 152, euro

Traduzione Norman Gobetti

Nadia e Saeed vivono in una città sconosciuta dove è scoppiata la guerra civile. Le loro vite  si intrecciano alla possibilità, fantascientifica ma anche reale, che hanno le persone di lasciare il proprio paese attraverso delle ‘porte’. I nostri diventano così dei profughi. Le varie nazioni che i due incontrano segnano una processione verso ovest e, contemporaneamente, le diverse tappe del loro amore. Questa tematica personale si intreccia a ciò che succede all’immigrato che arriva, inatteso ed ineliminabile, in un paese che non conosce. Un tema quanto mai attuale e scottante, affrontato con toni decisamente poetici dall’autore de Il fondamentalista riluttante.