Recensione: Mike McCormack, Ossa di sole

Mike McCormack
OSSA DI SOLE
Edizioni Il saggiatore, pp. 200, € 22,00
Traduzione Luca Fusari

Quando potrebbe svolgersi un romanzo irlandese, se non il due novembre, giorno dei morti, the dead? Domanda retorica la mia, ma che serve ad indirizzare il lettore verso le stupende duecento pagine che Mike McCormack ha dedicato alla descrizione della vita di un uomo qualunque, Marcus, un ingegnere edile che, prossimo ai cinquanta, si trova nella cucina di casa sua un mezzogiorno imprecisato e, al tavolo della cucina, si trova a rievocare con un ininterrotto flusso di coscienza la sua vita attraverso gli episodi che la contraddistinguono,

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Recensione: Giorgio Caponetti, Il grande Gualino

Giorgio Caponetti
IL GRANDE GUALINO
Edizioni Utet, pp. 422, € 17,00

Dopo Il grande Gatsby e Il grande Lebowsky, due personaggi inventati che rappresentano un’epoca, ecco comparire un personaggio reale, Riccardo Gualino che, come recita il sottotitolo, è un uomo del novecento, ovvero è una persona che incarna gli ideali di un secolo, e di una prospettiva sulle cose, ormai passata e, probabilmente, sconfitta, una sconfitta che è la sconfitta nella speranza in un futuro migliore,

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Recensione: Ferruccio Capelli, Il futuro addosso

Ferruccio Capelli
IL FUTURO ADDOSSO
Edizioni Guerini, pp. 206, € 19,50

Il libro di Ferruccio Capelli cerca di portare un po’ di chiarezza sul tema quanto mai attuale del populismo e dei sovranismi, che hanno invaso il discorso politico più recente. Lo fa adottando una modalità sia storica sia sociale, ovvero tracciando il percorso che ha portato all’affermarsi di questo approccio alla politica e cercando di individuare le motivazioni sociali che ne giustificano il mantenimento.

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Recensione: Tim O’Brien, Le cose che portiamo

Tim O’Brien
LE COSE CHE PORTIAMO
Edizioni De Agostini, pp. 266, € 17,00
Traduzione Carlo Prosperi

Tim O’ Brien è un americano, un giovane degli anni ’60, che nel ’69 viene mandato in Vietnam a combattere per quella che è, senza ombra di dubbio, la guerra più cinematografica della storia, nel senso che non si contano i film realizzati, dopo, per raccontare le atrocità compiute, da ambo le parti, durante quel conflitto, e quando torna, in America, decide di vivere raccontando la sua esperienza, diventa quindi uno scrittore, uno scrittore che racconta atrocità e assurdità,

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Recensione: Juli Zeh, Turbìne

Juli Zeh
TURBÌNE
Edizioni Fazi, pp. 616, € 18,50
Traduzione Roberta Gado e Riccardo Cravero

Un paesino immaginario, molto agreste, nella ex DDR. Ampi campi incoltivati. Una ditta che si occupa di energia decide che questi campi sono perfetti per metterci delle pale eoliche. Il governo tedesco sta premendo per un passaggio all’energia green. I cittadini che atteggiamento prenderanno nei confronti di questa modifica al paesaggio? Quali interessi si mettono in gioco con questa immensa lottizzazione?

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Recensione: John Niven, Invidia il prossimo tuo

John Niven
INVIDIA IL PROSSIMO TUO
Edizioni Einaudi, pp. 290, € 18,00
Traduzione Marco Rossari

Dopo l’exploit di A volte ritorno, il best seller che da anni diverte mettendo il lettore di fronte al possibile ritorno sulla terra del redentore, John Niven torna ad appassionare il pubblico italiano con un romanzo scaltro ed intrigante, che, seppure in una situazione un po’ irreale, descrive in maniera divertente ma non banale il ruolo che può avere il caso ed un eccesso di buonismo nella vita delle persone

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Recensione: Gianluca Morozzi, Lo specchio nero

Gianluca Morozzi
LO SPECCHIO NERO
Edizioni Guanda, pp. 332, € 18,00

Alle volte penso che bisognerebbe parlare solo dei libri molto belli, essendo i libri molto belli oggetti di cui è facile tessere le lodi, sperticarsi in elogi complessi e variopinti riferendosi alla capacità di scrittura dello scrittore o alla sua abilità nel destreggiarsi tra i mille rivoli della trama, eppure noi viviamo in un mondo materiale ed imperfetto, in cui l’eccezionalità è rara e la norma è, invece, la prevedibilità che toglie l’oggetto dall’eccezione.

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Recensione: Paula Fox, Quello che rimane

Paula Fox
QUELLO CHE RIMANE
Edizioni Fazi, pp. 206, € 16,50
Traduzione Alessandro Cogolo

Cosa rimane, dopo aver letto questo libro, ci si potrebbe chiedere ed io rispondo che rimane un sacco di tristezza per il tempo buttato fuori dalla finestra, una velata patina di noia e la rinnovata domanda sul perché leggo libri che hanno la nota di copertina di Franzen, scrittore molto capace, molto colto ma del quale, come ho già detto e scritto, mi pare di cogliere una spiccata tendenza ad appassionarsi ai dettagli capziosi e alle vicende minime, come ha fatto in quello che fu definito uno dei migliori libri del ‘900, Le correzioni, in effetti uno dei più noiosi, sempre del ‘900, che prende evidentemente spunto da questo Quello che rimane che a noia non scherza affatto.

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Recensione: Robert Menasse, La capitale

Robert Menasse
LA CAPITALE

Edizioni Sellerio, pp. 445, euro 16
Traduzione Marina Pugliano e Valentina Tortelli

Il maiale che appare e scompare per le vie della capitale d’Europa è un simbolo? Se sì, di cosa? Domanda senza risposta, forse, ma che dà il tono al piacevolissimo romanzo di Robert Menasse che con parole argute e sapienti, nel senso di uno che sa come vanno le cose, ci descrive la vita quotidiana, gli odi, le vere motivazioni e i contorti modi di pensare che l’apparato burocratico di Bruxelles, la capitale appunto, mette in atto per giustificare la propria esistenza.

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Recensione: Jennifer Egan, Manhattan Beach

Jennifer Egan
MANHATTAN BEACH
Edizioni Mondadori, pp. 555, € 22,00
Traduzione Giovanna Granato

Questo libro ha delle buone premesse, una bella scrittura e una bella protagonista; peccato che la scrittrice ceda alla voglia di far finire tutto bene e, come spesso accade, la storie che finiscono solo bene sanno un po’ di posticcio, hanno in sé una forzatura che le rende trascurabili.

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