Recensione: John D. MacDonald, Un raggio verde

John D. MacDonald
UN RAGGIO VERDE

Edizioni Mattioli 1885 | pp. 447 | € 22
Traduzione di Nicola Manuppelli

Scritto nel lontano 1962 l’avvincente romanzo di John D. MacDonald, uno degli autori preferiti di Kurt Vonnegut e Stephen King, mette in scena uno scontro paradigmatico, quello tra forze conservative e forze trasformative che innerva di sé la storia dell’umanità. Nella piccola città di Palm Spring un gruppo di immobiliaristi si trova di fronte alla possibilità di lottizzare la baia prospicente la città con un grosso lavoro di trasformazione del territorio; di fronte alla possibilità di guadagno, si sa, la maggior parte delle persone non sa dire di no, anche a scapito della qualità dell’ambiente.

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Recensione: Jessie Gaynor, Luminosa

Jessie Gaynor
LUMINOSA

Edizioni 66thand2nd | pp. 290 | € 18
Traduzione di Emilia Benghi

Il mondo delle terapie alternative viste da un’anima cinica. Ecco in breve il sunto di questo accattivante romanzo con il quale l’autrice prova ad affacciarsi nel mondo della letteratura. La protagonista è la giovane Jane Dorner, pr per una grande agenzia che si occupa di rendere famosi prodotti sconosciuti ma che assicurano risultati miracolosi nel campo della wellness, la nuova frontiera della salute per i benestanti dell’America d’oggi, e non solo.

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Recensione: Stuart Jeffries, Grand Hotel abisso

Stuart Jeffries
GRAND HOTEL ABISSO

Edizioni EDT | pp. 444 | € 26
Traduzione di Bruno Amato

Il sottotitolo di questo interessante excursus sulla storia di uno dei più rilevanti movimenti teorici del ‘900, recita: biografia avventurosa della scuola di Francoforte. Per chi non lo sapesse la suddetta scuola è una corrente neomarxista nata ufficialmente nel ‘23 che cerca, attraverso una analisi teorica della società, di spiegare sia i fallimenti pratici del marxismo – stando a Marx la rivoluzione sarebbe dovuta scoppiare nei paesi più industrializzati dove massimo era lo sfruttamento del proletariato, e invece avvenne solo in Russia, paese che socialmente era rimasto alla servitù della gleba – sia le nefaste conseguenze apportate dalla modalità aggressiva del capitalismo di gestire l’economia.

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Recensione: Lawrence Osborne, Il regno di vetro

Lawrence Osborne
IL REGNO DI VETRO

Edizioni Adelphi | pp. 263 | € 20
Traduzione di Mariagrazia Gini

In una Bangkok allucinata approda la giovane Sarah, in fuga da un crimine commesso in occidente. Trova alloggio al Kingdom, una struttura composta da quattro torri collegate da passaggi sospesi, ognuna di ventuno piani. Nascosta nel proprio appartamento cerca di tenere a bada la solitudine diventando amica di tre giovani donne che abitano gli appartamenti a lei vicini. Entra così in un mondo nuovo che, in maniera imprevedibile e inevitabile, verrà a conoscenza del suo segreto.

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Recensione: David Foenkinos, Numero due

David Foenkinos
NUMERO DUE

Edizioni Astoria | pp. 242 | € 18
Traduzione di Margherita Belardetti

David Foenkinos è un abile narratore di storie vere. Già anni fa ci aveva coinvolti nella lettura di Charlotte, la drammatica vicenda di una ragazza ebrea che muore ad Auschwitz; ora invece assume un tono più leggero nel raccontare come un bambino di 10 anni si vede la vita trasformata da un ‘banale’ rifiuto. L’aggettivo tra virgolette dipende forse dalla mia scarsa considerazione del fatto in cui il protagonista dalla vicenda, il piccolo Martin Hill, è coinvolto.

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Recensione: Stephen Markley, Diluvio

Stephen Markley
DILUVIO

Edizioni Einaudi | pp. 1293 | € 26
Traduzione di Manuela Francescon e Cristina Mannella

Opera colossale, degna delle saghe di Ellroy, questo romanzo ci racconta uno scenario abbastanza credibile del disastro planetario che si approssima a causa del riscaldamento globale. Inizia nel 2013 e si conclude nel ‘40 e in questo breve, geologicamente parlando, lasso di tempo nel nord America succede di tutto. Una donna molto intraprendente, Kate, prende le redini del movimento ambientalista e cerca di risvegliare gli spiriti sopiti della gente per la battaglia a difesa del pianeta.

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Recensione: Louise Doughty, L’inverno di Bird

Louise Doughty
L’INVERNO DI BIRD

Edizioni Bollati Boringhieri | pp. 293 | € 19
Traduzione di Manuela Faimali

Un thriller serratissimo che sconfina frequentemente nel ritratto psicologico, questa storia ambientata nel nord dell’Inghilterra. Una donna di mezz’età, Heather Berriman, teme qualcosa o qualcuno ma nemmeno lei sa di preciso cosa sia. Normale del resto, visto che lavora per i servizi segreti inglesi, il noto MI5. Il romanzo si apre, appunto, con Heather che capisce di doversi mettere in moto, di dover fuggire dall’ufficio dove il suo capo ha convocato lei e tutta la squadra.

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Recensione: Paul Murray, Skippy muore

Paul Murray
SKIPPY MUORE

Edizioni Einaudi | pp. 703 | € 22
Traduzione di Beniamino R. Ambrosi

Questo ottimo libro, pubblicato 16 anni fa da una piccola casa editrice, potrebbe faticare a diventare un best seller – pur meritandoselo – per molti motivi, che elenco di seguito:
1. Il libro ha più di 312 pagine, limite che dalle ultime ricerche di mercato pare essere la soglia cui si ferma il Lettore di Best Seller (LBS);

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Recensione: Michael Crichton, In caso di necessità

Michael Crichton
IN CASO DI NECESSITÀ

Edizioni Garzanti | pp. 320 | € 12
Traduzione di Dianella Selvatico Estense

Michael Crichton, autore di best seller del calibro di Jurassic Park, prima di diventare scrittore a tempo pieno è stato un medico e in questo romanzo, pubblicato con lo pseudonimo di Jeff Hudson nel lontano 1968, racconta la propria percezione della sanità pubblica americana; nello specifico in relazione a un diritto conquistato dal movimento femminista, il diritto all’aborto.

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Recensione: Sally Rooney, Intermezzo

Sally Rooney
INTERMEZZO

Edizioni Einaudi | pp. 417 | € 22
Traduzione di Norman Gobetti

Sono rimasto piacevolmente stupito dal vedere smentita una previsione basata sul pregiudizio che una scrittrice che va per la maggiore, di moda, non sia in grado di scrivere un libro importante. Dopo aver letto il suo esordio Parlarne tra amici, piacevole senza essere travolgente, avevo trovato il successivo Gente normale banale e scontato – tanto scontato da riuscire a essere adattato al piccolo schermo in una serie Netflix – e avevo quindi collocato la giovane autrice in una casella ben definita.

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