Recensione: Lawrence Osborne, Il regno di vetro

Lawrence Osborne
IL REGNO DI VETRO

Edizioni Adelphi | pp. 263 | € 20
Traduzione di Mariagrazia Gini

In una Bangkok allucinata approda la giovane Sarah, in fuga da un crimine commesso in occidente. Trova alloggio al Kingdom, una struttura composta da quattro torri collegate da passaggi sospesi, ognuna di ventuno piani. Nascosta nel proprio appartamento cerca di tenere a bada la solitudine diventando amica di tre giovani donne che abitano gli appartamenti a lei vicini. Entra così in un mondo nuovo che, in maniera imprevedibile e inevitabile, verrà a conoscenza del suo segreto.
Con uno stile che ricorda – come giustamente osserva la contro copertina – quello di Graham Greene, l’autore di questo avvincente thriller ci porta all’interno di questo regno di vetro dove gli orientali sfruttano le debolezze che i farang, gli occidentali, esibiscono senza timore, forti del proprio potere economico: senza sapere che questo potere è transitorio, specialmente in un ambiente dove nulla può essere nascosto, dove tutto presto o tardi diventa visibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *