Philip Roth, L’umiliazione
Einaudi, pp. 113, euro 17.50
Traduzione Vincenzo Mantovani
Simon Axler è un attore famoso; giunto ai sessantacinque anni però, diventa incapace di recitare. Salire sul palco lo spaventa, non riesce più ad immedesimarsi con naturalezza nei personaggi, il senso della finzione del teatro gli sfugge. Si rintana quindi nella sua casa, si isola da tutto e da tutti, e dopo pochi mesi lui e la moglie divorziano. Fine primo atto.
Come ci si aspetterebbe in una rappresentazione classica, nel secondo atto/capitolo c’è la riscossa del protagonista e, nel terzo, la caduta definitiva.
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