Claire Etcherelli
ÉLISE O LA VERA VITA
Edizioni L’Orma | pp. 259 | € 19
Traduzione di Anna Scalpelli
I tanti appassionati lettori del premio nobel Annie Ernaux troveranno, in questo pregevole ripescaggio dal tempo che fu, una delle sue fonti d’ispirazione, perlomeno per quanto riguarda lo stile. La stessa Ernaux dice sul retro di copertina che “la lettura di questo romanzo ha completamente cambiato il mio modo di scrivere.” In effetti leggendo le vicende che vedono coinvolta la giovane Élise nella Francia di fine anni ‘50, riusciamo a capire meglio che in letteratura sono ben poco le novità. Quello che ne Gli anni della Ernaux aveva affascinato il lettore, lo troviamo già in questo libro che, uscito nel 1967, racconta il lento e faticoso passaggio della giovane Élise, che si sposta dal paese alla grande metropoli negli anni in cui è al suo apice la guerra di liberazione dell’Algeria, alla ricerca della vera vita. Ad accompagnare Élise sono, oltre all’amato fratello che la introdurrà al lavoro in fabbrica, tutti i pregiudizi, tutte le difficoltà e tutte le scoperte che una donna poteva fare in anni in cui le vie aperte alle scoperte erano proprio poche, soprattutto per il genere femminile. Un vero romanzo ‘operaista’ in cui la vita della fabbrica è presentata senza filtri. La vera vita, un’espressione di Rimbaud, è nascosta tra le pieghe della vita falsa, dalla quale la giovane Élise deve imparare a districarsi. E, come spesso succede, per districarsi dalla falsa vita, tutta la vita basata sull’immediato, occorre l’amore che per Élise si incarna in un collega di lavoro, l’algerino Erezki.
Un libro se vogliamo meno letterario di quello della Ernaux ma che, proprio nella sua immediatezza, ha il suo punto di forza.