Recensione: Mathieu Belezi, Attaccare la terra e il sole

Mathieu Belezi
ATTACCARE LA TERRA E IL SOLE

Edizioni Feltrinelli | pp. 135 | € 16
Traduzione di Maria Baiocchi

Il romanzo di cui vi parlo oggi ha avuto grande successo in Francia. Visto che parla dell’occupazione delle terre algerine da parte dei francesi nella seconda metà dell’ottocento e delle repressioni che l’esercito ha compiuto sugli algerini stessi per attuare questa occupazione, ciò non stupisce; anche perché la narrazione riesce bene a mantenersi lontana dal tono del politicamente corretto che rende indigeste le storie. Abbiamo quindi un primo troncone che racconta dell’arrivo di una famiglia nei territori promessi dal governo di Parigi e che cerca, a fatica, di renderli abitabili a misura della civiltà occidentale; la quantità di difficoltà e disgrazie che capitano a questa famiglia è inenarrabile. Parallelamente, nella seconda trama, un gruppo di militari spadroneggia per l’Algeria cercando con la violenza di portare il popolo algerino ad accettare la dominazione francese.
Non c’è salvezza per nessuno in questa storia; attaccare la terra e il sole va oltre le possibilità umane. Vittima del suo orgoglio prometeico l’uomo occidentale potrà lasciare solo i propri morti al sole e alla terra d’Algeria.

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