Grande concorso: disegna l’etichetta de ‘La Prima Volta’, la prima birra dello Spazio Terzo Mondo.

8 marzo 2004 – 8 marzo 2011
7 ANNI di SPAZIO TERZO MONDO

E LA FATIDICA CRISI DEL SETTIMO ANNO ABBIAMO DECISO DI BERCELA!

Dalla collaborazione di Spazio Terzo Mondo con il birrificio artigianale EXTRAOMNES dell’amico Luigi ‘SCHIGI’ D’Amelio nasce

‘LA PRIMA VOLTA’

LA PRIMA BIRRA DELLO SPAZIO TERZO MONDO

 L’idea di fondo è quella di festeggiare con tutti gli amici e simpatizzanti che ormai si sentono un po’ parte della famiglia più che allargata dello Spazio Terzo Mondo ed è per questo che
lanciamo il roboante concorso

CREA L’ETICHETTA DE ‘LA PRIMA VOLTA’

Siete tutti invitati a creare un’etichetta originale per la birra dello Spazio Terzo Mondo, a colori o in bianco nero, su carta o in formato elettronico, insomma chi più ne ha più ne metta.

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Premiato il birrificio Endorama al Festival “Birra dell’anno 2011” di Rimini.

Il Birrificio Endorama di Grassobbio, dell’amico Simone Casiraghi con cui collaboriamo fin dai suoi esordi, a soli cinque mesi dall’apertura, si aggiudica tre medaglie di bronzo al prestigioso concorso “Birra dell’Anno 2011” tenutosi a Rimini presso “Selezione Birra”.
Al concorso hanno partecipato 82 birrifici per un totale di ben 386 birre!

Rimandiamo al sito internet di Simone per tutti i dettagli.

http://www.endorama.it/eventi.html

Vi aspettiamo in libreria per la degustazione delle birre.

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Sabato 26 febbraio: Duo cameristico Piantoni-Salvetti in concerto.

SABATO 26 FEBBRAIO 2011
ORE 21 – ingresso libero
allo SPAZIO TERZO MONDO

DUO CAMERISTICO
GIAMBATTISTA PIANTONI – DIEGO SALVETTI
in concerto

Gianbattista Piantoni- Flauto Traverso
Diego Salvetti – Chitarra

PROGRAMMA

 G. Rossini – F. Carulli – Fantasia e Variazioni da La Gazza ladra (1792 – 1868) – (1770 – 1841)

J. S. Bach – dalla Sonata III in Mi Magg. BWV 1035 – (1685 – 1750) – Allegro – Siciliano – Allegro Assai

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Recensione: Philip Roth, L’umiliazione, Einaudi.

Philip Roth, L’umiliazione
Einaudi, pp. 113, euro 17.50
Traduzione Vincenzo Mantovani

Simon Axler è un attore famoso; giunto ai sessantacinque anni però, diventa incapace di recitare. Salire sul palco lo spaventa, non riesce più ad immedesimarsi con naturalezza nei personaggi, il senso della finzione del teatro gli sfugge. Si rintana quindi nella sua casa, si isola da tutto e da tutti, e dopo pochi mesi lui e la moglie divorziano. Fine primo atto.
Come ci si aspetterebbe in una rappresentazione classica, nel secondo atto/capitolo c’è la riscossa del protagonista e, nel terzo, la caduta definitiva.

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Sabato 19 febbraio, Damiano Grasselli in “L’uomo che piantava gli alberi”.

Sabato 19 febbraio – ore 21.00 – ingresso libero
allo Spazio Terzo Mondo

L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI.

Mentre la guerra scoppia un contadino, nel silenzio della sua esistenza, ridà vita e speranza ad una delle regioni fino a quel momento più aride della Francia, piantando alberi e restituendo alla natura il suo ruolo di governatrice dei cicli della vita.

Narrazione diretta con effetti luce e intermezzi musicali a cura del
TEATRO CAVERNA
con Damiano Grasselli

Liberamente tratto da “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono.

Sabato 19 febbraio – ore 21.00 – ingresso libero
allo Spazio Terzo Mondo

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Venerdì 11 febbraio: Giuseppe Goisis presenta il suo ultimo libro “Il contrabbasso e la rosa”.

Venerdì 11 febbraio 2011 – ingresso libero
ore 20.30 – piccolo buffet di accoglienza
 
 A seguire presentazione del nuovo libro di
GIUSEPPE GOISIS
“Il contrabbasso e la rosa”
Greco & Greco editore
Un uomo, che cammina curvo, colorato in volto dal cerone, un frac e la bombetta, sulle spalle un sacco rigonfio di spazzatura, nero. Ha il passo segmentato dei mimi, dal sollevamento del tallone all’allungamento in avanti del collo. Non c’è soluzione di continuità, nella sua lentezza, è un incedere scandito dalle note pizzicate di un contrabbasso, posto in cima a un tumulo fumante di materiale organico. Pizzica le corde a occhi chiusi. Da lì sotto innalza il volto imbiancato verso il musico, il quale, sentendosi osservato forse, apre gli occhi, mentre il mimo fa l’atto di sfilarsi dalle spalle il sacco.

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