Joyce Carol Oates
ACQUA NERA
Edizioni Il Saggiatore | pp. 135 | € 16
Traduzione di Maria Teresa Marenco
In questo suo vecchio libro, pubblicato in America nel ‘92, tradotto in Italia nel 2002 e ora riproposto dallo stesso editore, Oates adotta una tecnica per lei abituale: prende cioè spunto da una vicenda reale per ampliare il discorso a un tema generale. Il fatto cui si riferisce è l’incidente di Chappaquiddick in cui fu coinvolto il senatore Ted Kennedy. In quell’incidente trovò la morte Mary Jo Kopechne, una segretaria che viaggiava con lui. La Oates sposta tempo e luogo dell’incidente; ci troviamo quindi nel ‘92, su un’isola del Maine, e la ragazza non è la segretaria del Senatore, ma una studentessa alla ricerca di un posto nel mondo. Così, la festa organizzata per un 4 luglio diventa l’occasione per domandarsi come possa succedere che una giovane donna con una solida preparazione e ampie possibilità per il futuro assecondi il desiderio di conquista di un uomo più vecchio di lei e molto più potente. Un uomo che, nella vicenda reale, pare abbia indirettamente causato la morte della ragazza non chiamando i soccorsi una volta uscito dall’auto affondata cadendo da un ponte.
La domanda senza risposta si trasforma in una constatazione: dalla potenza maschile risulta una distorsione della realtà, perché la realtà smette di essere qualcosa che si dispone agli occhi di chi la guarda divenendo un territorio da conquistare con tutte le armi che si hanno a disposizione. Uomini e donne sono accomunati in questa contesa, ma partendo con strumenti ben differenti. E le armi che ha a disposizione Betty, questo il nome della protagonista della vicenda, sono la bellezza e la gioventù. Che offre, inconsapevolmente trascinata da un modello culturale, sull’altare della vanità maschile. La finzione che permette a Oates di scavalcare il semplice accadimento mostra così agli occhi di chi legge un aspetto della realtà che normalmente sfugge. La menzogna dell’uomo, sotto la quale si nasconde il suo bisogno di conquista, non viene percepita se non in situazioni estreme. Betty continuerà a credere fino all’ultimo che il senatore verrà a salvarla, vittima del suo desiderio di combattere, di conquistare un posto nel mondo seguendo regole riconosciute; ma l’unica regola che vige è quella di sopravvivere.