Colin Dexter
IL GIORNO DEL RIMORSO
Edizioni Sellerio | pp. 499 | € 15
Traduzione di Luisa Nera
Questo tredicesimo episodio della serie del commissario Morse la conclude; questo libro, preso a caso dal reparto dei gialli in un momento di scarsità di novità interessanti, dimostra che la letteratura di genere ha una sua dignità e che ogni libro è una costruzione a sé stante. Ho trascorso ore piacevoli leggendo l’intrecciarsi delle vite di Morse, del suo sottoposto Lewis e del suo superiore Strange, anche senza sapere nulla, o quasi, del loro passato; che viene comunque rivelato per quanto necessario. Uno scrittore è bravo per quanto capisce che c’è sempre un lettore che guarda la pagina scritta e che questo lettore può essersi imbattuto per caso nel libro. Il suo compito è tenerlo agganciato.
La vicenda inizia da un caso chiuso che viene riaperto per volontà di Strange; dopo oltre un anno dall’omicidio di Yvonne Harrison due telefonate anonime portano il superiore di Morse a riaprire il caso. Data la situazione, le 500 pagine che seguono serviranno a recuperare tutti i dettagli del passato che, intrecciati agli stimoli del presente, porteranno alla soluzione. Come in ogni buon giallo seriale però, il vero centro dell’interesse sono le personalità degli investigatori che anche in questo caso si svelano pian piano e ci conducono a un finale perfetto, con l’eroe che si erge quasi monumentale in tutta la sua eroicità e potrebbe indurre più d’uno a recuperare gli episodi precedenti. Si parte nel 1975 con L’ultima corsa per Woodstock per arrivare qui, con un Morse molto meno disposto a correre ma non per questo meno sagace e godibile.