Paul Virilio, L’arte dell’accecamento, Cortina

Paul Virilio, L’arte dell’accecamento
Cortina, pp. 88, euro 8.50
traduzione Rosella Prezzo

Come già per gli altri libri di Virilio che ho letto e presentato, anche questo si segnala per la lettura non facile. Una certa sinteticità del pensiero del filosofo ottiene l’effetto di illuminare le sue parole ma, nel contempo, offre il destro alla possibilità di far apparire confuso il testo al lettore vittima dell’incidente di cui si parla: “Con la ‘teleobiettività’, non soltanto i nostri occhi sono chiusi dallo schermo catodico, ma soprattutto non cerchiamo più di guardare, di vedere attorno e neppure davanti a noi, ma unicamente oltre l’orizzonte delle apparenze oggettive. E’ questa fatale distrazione a provocare l’attesa dell’inatteso: attesa paradossale, fatta di brama e di ansia, che il nostro filosofo del visibile e dell’invisibile (Merleau-Ponty) chiamava panico” (p.

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Zygmunt Bauman, La decadenza degli intellettuali, Bollati Boringhieri

Zygmunt Bauman, La decadenza degli intellettuali
Bollati Boringhieri, pp. 223, euro 16
traduzione Guido Franzinetti
titolo originale Legislators and Interpreters

La figura dell’intellettuale nasce relativamente tardi nella storia dell’occidente. Più antica invece, connaturata forse alla stessa natura della società umana e non limitata al solo occidente, è la divisione tra coloro che si occupano della realtà materiale e coloro che,

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Recensione: Percival Everett, Glifo

Percival Everett
GLIFO
Edizioni Nutrimenti, pp. 211, € 15
Traduzione di Marco Rossari

Cosa direste se un bambino, poniamo il vostro bambino, alla serafica età di dieci mesi vi scrivesse un biglietto con scritte queste parole: «Uno: Il mondo è tutto ciò che accade. Uno-punto-uno: Il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose.» Questo è quello che accade alla madre di Ralph, il piccolo genio protagonista del romanzo. Il padre di Ralph, Cicciobombo, non crede ai suoi occhi, letteralmente, e quindi la madre, Mammina, diventa il solo tramite tra Ralph e il mondo. Inizia a portargli nella culla libri che il piccolo divora con una voracità invidiabile. In una società come la nostra però, dove ogni deviazione dalla norma viene guardata con un certo sospetto, e un bambino con un QI di 475 non è visto come un miracolo, ma come un potenziale pericolo.

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Recensione: Vanni Codeluppi, La vetrinizzazione sociale

Vanni Codeluppi
LA VETRINIZZAZIONE SOCIALE
Edizioni Bollati Boringhieri, pp. 95, € 11

Si era sempre sentito corroborato dalla stabilità mai dalla stasi
Philip Roth, Everyman

Vetrinizzare è il verbo con il quale la sociologia indica la tendenza, affermatasi con gli anni, di esporre senza pudore il proprio privato in pubblico, annullando così la distinzione tra queste due sfere, tanto importante per garantire il buon funzionamento della società. Il libro di Codeluppi, oltre a dare succinti riferimenti teorici per comprendere il fenomeno, offre un numeroso repertorio di situazioni in cui la gente ‘vetrinizza’ la propria vita. Ma andiamo con ordine.

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Recensione: M. Benasayag e G. Schmit, L’epoca delle passioni tristi

Miguel Benasayag e Gérard Schmit
L’EPOCA DELLE PASSIONI TRISTI
Edizioni Feltrinelli, pp. 129, € 7,50
Traduzione di Eleonora Missana

I due autori del saggio in questione si occupano di clinica con minori e adolescenti, soggetti che, secondo loro, sono vittime di quelle che Spinoza chiamava, appunto, passioni tristi. Le passioni tristi contraddistinguono le nuove generazioni. Sono passioni generate dalla perdita di fiducia nel futuro, dal sentirsi impotenti nei suoi confronti, dalla percezione di vivere in un tutto che si sta sgretolando.

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