Recensione: John Niven, A volte ritorno

John Niven
A VOLTE RITORNO
Edizioni Einaudi, pp. 381, € 19,00
Traduzione Marco Rossari

Dio è morto, diceva Nietzsche; John Niven invece ci dice che è semplicemente andato in vacanza e, quando torna, è a dir poco incazzato per quello che l’uomo ha combinato nei cinque secoli che è stato via: stragi, campi di concentramento, devastazione dell’ambiente e imbarbarimento dei costumi. Se n’era andato nel Rinascimento, tutto un fiorire di speranze e se ne torna con un sovraffollamento dell’inferno ed un Satana sorridente che lo sfotte per il maggior successo della sua azienda. Occorre rimediare.

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Recensione: Bentornata realtà, a cura di Mario De Caro e Maurizio Ferraris, Einaudi

Bentornata realtà, a cura di Mario De Caro e Maurizio Ferraris
Einaudi, pp. 225, euro 17
Il sottotitolo di questa raccolta di interventi è Il nuovo realismo in discussione; per introdurre l’argomento farò un breve excursus sulla storia della filosofia, per chiarire i termini del dibattito. Premetto che i singoli autori che contribuiscono all’opera difendono tutti, chi più chi meno, varie posizioni realiste, tranne il professor Recalcati che dedica il suo intervento alla scissione tra reale e realtà che si riscontra sovente nella pratica psicoanalitica.
     Anzitutto, cos’è il vecchio realismo.

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Recensione: Philp Roth, La mia vita di uomo, Einaudi

Philp Roth, La mia vita di uomo
Einaudi, pp. 374, euro 20
Traduzione Norman Gobetti
     Cos’è la vita di un uomo, ve lo siete mai chiesti? Oppure siete tra quelli che si limitano a vivere, senza mai porsi domande? Beh, io no, non sono così, e l’ho capito solo dopo che la mia prima, odiatissima moglie, mi ha condotto sull’orlo del collasso nervoso. Per fortuna che ho trovato

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Recensione: Giovanni Mazzetti, Contro i sacrifici, Asterios

Giovanni Mazzetti, Contro i sacrifici
Asterios, pp. 97, euro 9
     Il professor Giovanni Mazzetti sostiene una tesi molto interessante per spiegare e, da parte di noi profani, cercare di capire i motivi dello stallo in cui ci ha precipitato una crisi economica scoppiata in maniera manifesta quattro anni fa. A questa crisi l’Italia ha risposto in maniera politicamente indecisa

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Recensione: Murakami Haruki, 1Q84, Einaudi

Murakami Haruki, 1Q84
Einaudi, pp. 718, euro 20.00
traduzione Giorgio Amitrano
     Il titolo di questo libro parrebbe evocare il grande George Orwell (in giapponese Q si pronuncia come 9); quindi 1Q84 = 1984. Nelle parole dello stesso Murakami si esplicita questa intenzione e, anche se sono cambiati i tempi ed è oggi difficile valutare se e cosa diventerà parte della cultura che non tramonta, il romanzo dell’autore giapponese – di cui è appena stata pubblicata la seconda parte – ha tutte le carte in tavola per qualità della scrittura e struttura della vicenda per entrarne a fare parte.
     La Q qui, sta per Question visto che la protagonista, Aumame,

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Recensione: Joyce Carol Oates, Doppio nodo, Bompiani

Joyce Carol Oates, Doppio nodo
Titolo originale The Barrens
Bompiani, pp. 352, euro 19.50
Traduzione Luisa Saraval
     Gli scrittori migliori sono quelli che hanno l’ossessione, ovvero quelli che sono convinti di dovere raccontare qualcosa di reale, che loro vedono ma che tutti possono vedere se loro lo raccontano bene. Joyce Carol Oates, ovviamente, rientra tra questi. La sua ossessione non è, in verità, delle più semplici da illustrare. Da suo primo romanzo che lessi, molto tempo fa, dove si narrava una storia che aveva come spunto lo scandalo ‘sessuale’ in cui venne coinvolto Ted Kennedy negli anni ’70, fino a quest’ultimo The Barrens, il bosco di pini in cui sono seppellite alcune vittime del serial killer Joseph Gavin, la Oates ha continuato apparentemente a presentare donne

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Recensione: Philip Roth, “Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno” ovvero Guardando Kafka, Einaudi

Philip Roth, “Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno” ovvero Guardando Kafka
Einaudi, pp. 45, euro 8
Traduzione Norman Gobetti
     In copertina a questo libro vediamo le serissime espressioni di due dei più importanti scrittori del novecento. Franz Kafka guarda fisso in macchina, appena meno consapevole di Roth; entrambi cercano però di mostrare il loro distacco dalla macchina. Kafka è il digiunatore del suo racconto, colui che digiuna non per volontà di digiunare ma perché disgustato dal cibo; Roth è un digiunatore in terza persona, solo nel raccontare mostra l’assurdità della vita. L’assurdità della vita di Kafka è reale e finirà poco dopo lo scatto della foto; poco prima del quarantunesimo compleanno Kafka morirà e sarà l’amico Max Brod a permettere al mondo di conoscere l’opera di colui che meglio di ogni altro

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