Robert Menasse
L’ALLARGAMENTO
Edizioni Sellerio | pp. 724 | € 21
Traduzione di Marina Pugliano e Valentina Tortelli
Robert Menasse, che ci aveva già piacevolmente colpito con La capitale, un romanzo in cui descriveva dall’interno i nccanismi di funzionamento della politica UE, torno a parlarci di Europa, ma lo fa dal punto di vista di quelli che in Europa ancora non ci sono ma vorrebbero entrarci: l’Albania e i paesi dei balcani. Il consiglio europeo ha concesso all’Albania lo status di candidato all’ingresso nell’unione nel lontano 2014; se però andiamo a vedere il rispetto dei paramentri europei da parte dell’Albania, secondo uno screening compiuto nel 2023, siamo ancora molto lontani. Menasse cerca di parlarci della situazione albanese chiamando in causa funzionari immaginari del governo, che di comune accordo con il primo ministro, tentano di forzare la mano alla commissione chiamando in causa un cimilio storico – di dubbia origine – della storia albanese costodito in un museo di Vienna: l’elmo di Scanderbeg. Scanderbeg fu un condottiero cristiano che operò in Albania intorno a metà del ‘400 nel tentativo di respingere le forze ottomane e rappresenta una figura centrale nella storia albanese per l’indipendenza; ma è pressoché sconosciuta all’estero. Comunque sia, i nostri protagonisti tentano di trafugare l’elmo ma il loro proposito è anticipato da misteriosi nemici interni. Parte così questa storia che oltre della situazione albanese, ci parla degli oppositori all’allargamento UE, propriamente la Polonia, e dei meschini meccanismi interni alla grande politica europea; non mancano peraltro risvolti emotivi finemente tracciati nei protagonisti che parlandoci della situazione albanese non fanno altro che offrirci uno specchio in cui potremmo tranquillamente vedere noi stessi.
Un romanzo corposo e intrigante che offre una visuale laterale sulla politica europea di sicuro interesse e attualità.