Recensione: Álvaro Enrigue, Il sogno

Álvaro Enrigue
IL SOGNO

Edizioni Feltrinelli | pp. 219 | € 18
Traduzione di Pino Cacucci

Interessante la rivisitazione che l’autore messicano di cui parliamo oggi dà dell’invasione spagnola dell’impero Maya all’inizio della colonizzazione europea del nuovo mondo. Cortés arriva alla capitale dell’impero quasi senza colpo ferire, aiutato in questo dell’imperatore Moctezuma. Ciascuno dei due insegue un suo sogno ed è disposto a tutto pur di raggiungerlo. Noi sappiamo come è andata la storia vera, ma Enrigue è bravo ad arricchire la vicenda nuda e cruda. Inseguendo i loro sogni, i due condottieri perseguono degli obiettivi specifici; nel farlo sono fiancheggiati da una miriade di personaggi che trasformano uno scontro che a noi europei appare come un episodio singolo – con gli europei violenti che sopraffanno gli sprovveduti maya – in un’articolata lotta di potere, con motivazioni, desideri e rivalità che accompagnano tradizionalmente ogni scontro tra fazioni animate dal desiderio di potere.
Più che leggibile, anche se talvolta la violenza dei comportamenti dei protagonisti può disorientare il lettore. Le lotte di potere lasciano ben poco ai sogni.

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