Recensione: Ricarda Huch, Il caso Deruga

Ricarda Huch
IL CASO DERUGA

Edizioni L’orma | pp. 204 | € 18
Traduzione di Eusebio Trabucchi

Germania, inizio ‘900: una donna muore per cause apparentemente naturali, ma dopo un anno il marito viene accusato di omicidio. Nelle capaci parole della scrittrice tedesca, sconosciuta in Italia, la rappresentazione di un processo a mo’ di legal thriller, con il presunto colpevole, i suoi alibi, e il lavoro che gli accusatori mettono in atto per smontarli. Molto diverso dagli omologhi odierni, questo antenato di Perry Mason – per usare le parole dei curatori – si fa apprezzare per portare all’attenzione del pubblico problemi ideali senza tempo. Ora come allora la morte inferta per mano altrui è sempre colpevole?
La piacevole scrittura di questa antesignana delle lotte per i diritti civili – che lasciò la Germania nel ‘33 per ovvi motivi – fornisce spunti per riflettere al riguardo.

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