Recensione: E.Pagani & V.Bizzarri, Nemici del popolo

Emiliano Pagani & Vincenzo Bizzarri
NEMICI DEL POPOLO

Edizioni Tunué | pp. 142 | € 17,50

Quali sono, oggi, i nemici del popolo? Nella frammentazione delle categorie sociali, esiste ancora qualcuno che si può definire popolo? Invece di affidare il tentativo di una risposta a un ponderoso saggio di sociologia, gli autori di questo pregevole libro raccontano la storia di una famiglia, tentando così di veicolare in maniera più diretta dei contenuti per rispondere a queste domande. Il padre, Annibale, è un operaio la cui fabbrica sta per chiudere: i sindacati protestano. Suo figlio lavora con lui, ma non ha la consapevolezza sindacale di un uomo che è stato giovane nei dorati ’70; il ragazzo ha altri problemi, tra cui una ex fidanzata che aspetta un figlio, forse suo. La tipa ora vive con un carabiniere, che è mandato a presidiare un centro di accoglienza per extracomunitari dove la ragazza va per fotografare le condizioni delle persone lì detenute. Gli autori sono molto bravi nel presentare la situazione nella sua complessità, che sfocia nell’incapacità di stabilire dove sta la ragione; l’unica soluzione pare essere rispecchiata nel romanzo fantasy che si sviluppa in parallelo, dove due gruppi si confrontano per il possesso del fuoco e dove un disegnatore ci presenta la realtà del mondo dei fumetti, dove dominano le preoccupazioni di vendita del suo editore.
L’interessante intreccio delle due storie porta, forse, a dare una risposta alla domanda del titolo, perché nel titolo c’è una domanda: quali sono i nemici del popolo?

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