Recensione: E.Pagani & V.Bizzarri, Nemici del popolo

Emiliano Pagani & Vincenzo Bizzarri
NEMICI DEL POPOLO

Edizioni Tunué | pp. 142 | € 17,50

Quali sono, oggi, i nemici del popolo? Nella frammentazione delle categorie sociali, esiste ancora qualcuno che si può definire popolo? Invece di affidare il tentativo di una risposta a un ponderoso saggio di sociologia, gli autori di questo pregevole libro raccontano la storia di una famiglia, tentando così di veicolare in maniera più diretta dei contenuti per rispondere a queste domande.

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Andarperlibri: J. Garnier e A. Fléchais, Le guerriere della valle

Jonathan Garnier
LE GUERRIERE DELLA VALLE
Illustrato da Amélie Fléchais
Edizioni Tunué, € 29
Dai 10 anni

La storia ricorda le leggende degli antichi vichinghi, con particolari richiami al medioevo celtico e al genere fantasy. In un villaggio tra i monti e affacciato sul freddo mare, da quando gli uomini sono partiti per la guerra senza più fare ritorno, le donne si sono organizzate e si prendono cura del villaggio grazie alla fondazione dell’Ordine delle Guerriere della Valle, che permette loro di far fronte a ogni minaccia.

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Recensione: F. Memo e B. Borlini, La vita che desideri

Francesco Memo e Barbara Borlini
LA VITA CHE DESIDERI
Edizioni Tunué, pp. 322, € 29

I tre volti in copertina sono i tre protagonisti di questo emozionante romanzo a fumetti che, senza banalizzare ma anzi andando al fondo della questione, parla dell’Italia tra la prima guerra e la fine della seconda. Le vite di questi tre uomini si intrecciano tra le crudeltà della vita in trincea, l’incoffessabilità dell’amore omosessuale nell’Italia fascista e i morti della guerra partigiana.

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Andarperlibri: C. Alicata e F. Paris, Qui c’è tutto il mondo

Cristiana Alicata
QUI C’È TUTTO IL MONDO
Disegni di Filippo Paris
Edizioni Tunué, € 17,50
Dai 14 anni

Quanti temi in una graphic novel, talmente tanti che faticano a starci ed ecco quindi che il disegno completa il discorso laddove le parole racchiuse in una vignetta non bastano. Siamo nella provincia di Bergamo negli anni ‘80, quando l’immigrato proveniente dal sud era un fastidio (ora no, ora il fastidio arriva da più lontano); a maggior ragione se sei figlia di un ingegnere, visto che a quelli che vengono da sotto il Po spetterebbero lavori ben più umili. 

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