Ian McEwan
LEZIONI
Edizioni Einaudi | pp. 561 | € 23
Traduzione di Susanna Basso
Nell’arco di una vita, i fatti che accadono, le lezioni che ti vengono impartite, cosa ti possono insegnare? Questo è il sunto del nuovo, affascinante, romanzo di McEwan. L’autore inglese ci racconta l’esistenza di Roland Baines esponendola lentamente dall’infanzia alla vecchiaia, senza trascurare nulla; dato che lo deve far diventare il protagonista della storia, gli fa vivere due eventi assolutamente fuori norma. A essi Roland reagisce in maniera peculiare e alla fine, forse, proficua. Il primo di questi eventi è quello che oggi chiameremmo una violenza di genere; ma in anni così lontani – ‘60 – non c’era neppure il nome per un fatto di questo tipo, e senza nome la reazione è tolta alla sfera ufficiale ed entra giocoforza nelle possibilità individuali. E Roland reagisce iniziando una nuova strada, e così seguiterà a fare, prendendo un nuovo sentiero ogni volta che gli si presenterà la necessità di scegliere. Anche il secondo evento è sconvolgente e assolutamente inusuale, ma anche in questo caso saprà farsi carico della trasformazione necessaria. Alla fin fine tutto ciò sta a significare che la lezione della vita non è a portata di mano, non è frutto della percezione diretta. Richiede tempo, riflessione, una buona dose di fortuna e di capacità personali, forse innate.
La storia dell’Europa nelle vita di Roland, della sua prima moglie, Alissa, e dei loro genitori, personaggi secondari della seconda guerra mondiale, è una storia piena di incomprensioni, sgarbi e ripicche, ma anche di costante superamento di questi fatti singolari. Ed è questa forse la lezione che alla fine il lettore potrà trarre dalla vita di Roland: che le lezioni non finiscono mai.