Recensione: Ivan Illich, Genere: per una critica storica dell’uguaglianza, Neri Pozza

Ivan Illich, Genere: per una critica storica dell’uguaglianza
Neri Pozza, pp. 223, euro 18
Traduzione Ettore Capriolo
Nel rapporto ad un saggio corposo e significativo come questo, è sempre difficile scegliere una via d’accesso per renderne il senso. Ho scelto di accennare alle conclusioni perché partendo da esse è possibile, se accettate, accettare anche le affermazioni controcorrente che Illich utilizza sin dall’inizio. Ecco quindi cosa dice quasi alla fine, quando si trova a dover tirare le somme di quanto detto in precedenza: “Possono realmente apprezzare il genio di Marx e Freud soltanto coloro che vedono con quanta precocità essi definirono le regole del dramma moderno. Furono loro a forgiare i concetti definitivi che sarebbero serviti a descrivere e poi a dirigere il nuovo tipo d’attore, l’uomo industrializzato.

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Ivan Illich, Nemesi Medica, Bruno Mondadori

Ivan Illich, Nemesi Medica
Bruno Mondadori, euro 20, pp. 314
traduzione Donato Barbone

Per molto tempo Ivan Illich è stato assente negli scaffali delle librerie. Come ogni pensatore che si rispetti, ha attirato su di sé le ire dei potenti, per le cose che ha avuto il coraggio di dire sulla società che i potenti hanno creato. Nessuna meraviglia quindi che i suoi libri fossero di difficile reperibilità. Ora Bruno Mondadori ha iniziato una meritevole riproposta delle sue opere. Iniziamo a vedere in che senso la medicina s’è vendicata, aspettando la riproposta del modo in cui la società potrà fare a meno di scuole e maestri.
Con un lavoro di ricostruzione storica molto puntuale, Illich ripercorre la strada che ha portato l’umanità da un punto di partenza in cui la malattia era vista come un accidente che poteva capitare a chiunque, e come tale andava trattata, ad un punto di arrivo, momentaneo, in cui la malattia è vista come un incidente occorso ad un macchinario e che come tale va trattato.

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