Daniel Glattauer
NUOTARE, FLUTTUARE, VOLARE
Edizioni Feltrinelli | pp. 280 | € 18
Traduzione di Leonella Basiglini
Un romanzo duro e impietoso, che parla delle falsità dell’occidente rispetto al fenomeno della migrazione dai paesi del sub Sahara. Già l’incipit è folgorante. Due famiglie austriache, appartenenti evidentemente al ceto medio alto, sono in vacanza a Castagneto Carducci, sulla Costa degli Etruschi: la piscina della villa che occupano è la più grande del circondario. A rimorchio delle famiglie c’è un’immigrata somala, la giovane Aayana, quattordicenne, compagna di classe di Sophie Louise, figlia degli Strobl-Marinek, una delle due famiglie. Sophie Louise più per capriccio che per altro ha voluto che la compagna, neanche un’amica, fosse con lei al mare. La piccola è molto silenziosa, teme l’ambiente sconosciuto, non si fida. L’acqua la spaventa, quando la vogliono fare provare a nuotare non si toglie i vestiti che coprono il suo corpo. Ma i ricchi occidentali insistono, vedrai che ti passerà. Ma la paura non passa, la paura è dentro Aayana, come scopriremo alla fine: ed ecco, improvvisa, la tragedia. Nessuna se l’aspettava, l’occidente non sa più vivere la tragedia, tutto si è trasformato in farsa. Il modo in cui le due famiglie affronteranno una situazione alla quale erano completamente impreparate è esemplificativo di come l’occidente valuta quello che sta succedendo al di fuori, e al limitare, dei suoi confini.
I personaggi, pur con gli inevitabili limiti di figure che servono a spiegare qualcosa, sono ben tratteggiati: difficile restare indifferenti.