Pete Fromm
LUCY IN THE SKY
Edizioni Keller | pp. 452 | € 19
Traduzione di Ivan Pagliaro
Divertente romanzo di formazione, dove la piccola Lucy, acerba tredicenne in vista dei quattordici, vive felice con la madre e il padre in una cittadina del Montana. Ma la felicità è un fenomeno transitorio, si sa, e in breve le cose cambiano. Il padre fa il taglialegna ed è, come scopriamo, spesso assente per lavoro; la madre, insoddisfatta di restare a casa a badare alla bambina, ormai in procinto di spiccare il volo, si trova un lavoro. E Lucy è sola, bruttarella e con un amico sfigato chiaramente innamorato di lei, Kenny. L’ingresso alle superiori è segnato anche dalla trasformazione nel corpo, e nella psicologia, della ragazzina. Da bruttina e sfigata Lucy diventa avvenente e disinibita, aiutata in questo dall’essere sempre con Kenny nei lunghi pomeriggi del doposcuola, e dall’attenzione riservatale a una festa da una coppia di amici, Tim e Justin. Il clima del college si intreccia con la disponibilità di Lucy verso nuove esperienze e con l’assenza dei genitori, il tutto condito da dialoghi brillanti.
Un romanzo di formazione piuttosto esplicito sulle tematiche sessuali, che ha il suo punto di forza nell’essere ambientato nei primi anni del nuovo millennio. Un’epoca dorata, con pochi cellulari e poca rete, un’epoca in cui gli adolescenti potevano ancora formarsi a proprio rischio e pericolo nel mondo concreto, senza la necessità di tenere costantemente conto del mondo virtuale.