Francesco Pecoraro
SOLO VERA È L’ESTATE
Edizioni Ponte alle Grazie | pp. 197 | € 16
Questo è il terzo libro che leggo di Francesco Pecoraro – perché tre ne ha fatti – e non posso che confermare la mia convinzione di essere al cospetto di uno degli Ultimi Grandi Scrittori Italiani. Anche se questo è un romanzo costruito attorno a un fatto storico – la manifestazione anti G8 di Genova 2001, quando venne ucciso Carlo Giuliani – il fatto storico non è, a mio parere, il fulcro narrativo, che è invece costituito dalle vite dei quattro protagonisti. Abbiamo tre amici di lunghissima data che ora, oltrepassata la soglia dei trenta, seguitano a comportarsi da ragazzi. Nel tardo pomeriggio del giorno di luglio in questione, decidono di andare a una festa e fermarsi a dormire nell’appartamento di Enzo, in riva al mare. Ma mentre i tre – Enzo, Fili e Giacomo – sono alla festa, dov’è Biba la convivente/compagna? Di Giacomo, che è partita il mattino dicendo a Giacomo che poteva tenersi la macchina perché lei aveva da fare? Alternando la descrizione del pomeriggio/sera dei tre amici, considerazioni su quella storica giornata, che vide confrontarsi un movimento senza futuro – i no global – e un movimento incurante del futuro – il capitalismo unito al fascismo – e su quello che di quella giornata pensa e vede Biba, Francesco Pecoraro ci dona uno spaccato vero e malinconico di una generazione che incarna la mentalità di un paese: un paese che pare esistere solo d’estate.