Mariana Travacio
COME SE ESISTESSE IL PERDONO
Edizioni Cencellada | pp. 170 | € 18,90
Traduzione di Giulia Zavagna
Un esordio niente affatto scontato quello di questa nuova casa editrice, che, come tiene a precisare sul suo sito, dedica una particolare attenzione alla letteratura in lingua spagnola; in un panorama da pampa deserta, nel bar di un avamposto dell’umanità arriva un uomo alla ricerca della sua capra. Quello che succede da questo incipit in poi è lasciato al lettore. Noi ci limitiamo ad osservare che i 69 brevissimi capitoli di questo romanzo tratteggiano un’Argentina a metà tra il Far West dei film più cupi e la Sicilia dei Malavoglia. Che detto così non è certo un gran che come motivazione alla lettura; è solo per rendere la centralità, in quanto accade, del senso dell’onore e della roba. Questi due elementi dominano i rapporti tra le persone e l’autrice è brava a trasporre sulla pagina la crescente tensione da resa dei conti che, inevitabilmente, alla fine arriva.
Perché in un mondo dove sono questi gli elementi cui tutti danno importanza, conta solo la vendetta: magari esistesse il perdono.