Recensione: William Lindsay Gresham, Nightmare Alley

William Lindsay Gresham
NIGHTMARE ALLEY

Edizioni Sellerio | pp. 460 | € 16
Traduzione di Tommaso Pincio

In quest’epoca di diritti e comportamenti corretti abbiamo non possiamo avere idea di cosa sia il Geek, il mangiabestie, attorno al quale si dipana la vita del protagonista del romanzo, il giovane Stanton Carlisle. Siamo a cavallo tra le due guerre e Stan lavora in una specie di circo ambulante, che porta per la provincia americana 10 fenomeni da baraccone che attraggono la gente con le loro deformità/abilità. Tra di essi troviamo il Geek, un ex essere umano abbruttito che si guadagna da vivere esibendosi in una buca dove mostra la sua capacità di mangiare bestie vive a morsi. Il popolo paga per vedere questo spettacolo. Il giovane Stan interroga il capo del baraccone per capire la natura di quel mostro e a questo punto parte la vicenda, che si snoda nella provincia americana per molti anni, mostrando tutte le sordide trasformazioni cui si può sottoporre un essere umano per affermarsi a scapito di tutto e di tutti.
Un romanzo estremamente duro (da cui è stata tratta la sceneggiatura de La fiera delle illusioni) che si intreccia alla vita dello scrittore. Morto suicida all’età di 51 anni, William Lindsay Gresham traspone in questo romanzo, che gli valse una fuggevole notorietà, le sue esperienze; il magiabestie arriva dalla Spagna della guerra antifranchista, cui l’autore partecipò. Stanton Carlisle, dicevamo, parte ragazzo di bottega e, senza guardare in faccia a nessuno, arriva quasi al suo obiettivo. Ma le sue angosce continueranno a perseguitarlo fino al termine del vicolo degli incubi.

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