Recensione: Celeste Ng, Tanti piccoli fuochi

Celeste Ng
TANTI PICCOLI FUOCHI
Edizioni Bollati Boringhieri, pp. 371, € 18,00
Traduzione Manuela Faimali

In base alla mia esperienza se un romanzo inizia dalla fine, ovvero non c’è un interesse a creare suspence, l’autore deve essere molto sicuro di sé, avere ben chiaro in mente dove vuole andare a parare. La brava Celeste Ng conferma questa opinione – basti pensare a Una casa per Mr. Biswas, che inizia con la morte del povero protagonista – facendo partire il tutto con Mrs. Richardson che guarda le rovine fumanti della sua villa dopo aver visto andarsene Mia e Pearl Warren.
Mia e Pearl sono una coppia madre figlia che girovaga per l’America mentre Mia cerca di realizzare personalissimi progetti artistici. La famiglia Richardson è una famiglia altolocata del borgo di Shaker Eights, città tra le più rinomate in America per gli standard di vita; il 75% delle case di questo paese rientrano tra le case con interesse storico. Mrs Richardson è ovviamente democratica e quindi intenzionata ad aiutare i meno abbienti. È così che la coppia Mia/Pearl entra nella vita della famiglia Richardson, composta oltre che dalla madre, dal marito e tre figli, Izzy Trip e Lexie. Tutto il romanzo è il lento disvelamento delle psicologie dei protagonisti, che cambiano nel corso della storia; il loro passato rivela aspetti imprevisti che li fanno cambiare agli occhi del lettore e, cosa ancor più convincente, agli occhi degli altri personaggi, come una perfetta replica della realtà.
Come spesso accade quando si partecipa alla vicenda, il lettore giunge a sperare irrazionalmente che la vicenda possa cambiare finale, che in qualche modo ogni protagonista possa trovare la piccola parte di felicità che gli spetterebbe in un mondo più equo. Ma un bel libro mostra il mondo reale, non il mondo equo, e quindi la fine lascia i personaggi di fronte al loro futuro, un misto di felicità e infelicità, con la chiara consapevolezza, però, del passato che si è vissuto. Tanti piccoli fuochi e una casa da ricostruire.

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