Recensione: Graham Greene, Il treno per Istanbul

Graham Greene
IL TRENO PER ISTANBUL
Edizioni Sellerio, pp. 333, € 14
Traduzione di Alessandro Carrera

Con questo romanzo, pubblicato nel ‘32, Graham Greene riesce a sfondare, arriva alla fama e da lì inizierà la sua carriera di scrittore. Ma questo risultato non lo ottiene producendo una storia banale, come spesso capita con i romanzi di successo, bensì creando una vicenda che, basata su uno svolgimento serrato, con personaggi rappresentativi di un’epoca, pare un monito su quello che sarebbe successo da lì a pochi anni.

Continua a leggere


Recensione: Ben Lerner, Topeka School

Ben Lerner
TOPEKA SCHOOL
Edizioni Sellerio, pp. 372, € 16
Traduzione di Martina Testa

Sarebbe facile scrivere la fascetta per questo libro: «il contrario della verità è la menzogna, ma il contrario di una verità profonda è, forse, un’altra verità profonda». Questa frase è pronunciata dal professor Klaus, un personaggio minore di questo grandioso romanzo corale. In essa, sia detto per inciso, è riassunta al meglio tutta la filosofia da Hegel in poi. Dopo più di due millenni di storia, la filosofia è sintetizzabile in due frasette.

Continua a leggere


Recensione: Scott Spencer, Una nave di carta

Scott Spencer
UNA NAVE DI CARTA
Edizioni Sellerio, pp. 487, € 17
traduzione Laura Briasco

Scott Spencer torna al lettore italiano con un romanzo più recente rispetto a quello con cui Sellerio l’ha presentato nel ‘15, Un amore senza fine. Benché siano passati molti anni dall’esordio (1979) che lo portò alla ribalta della scena letteraria americana, Spencer torna a calcare quel sentiero, come a rimarcare che l’ossessione amorosa è un ottimo strumento per avvincere il lettore. Da questa semplice constatazione ognuno può ricavarne le conclusioni che preferisce.

Continua a leggere


Recensione: Katharine Burdekin, La notte della svastica

Katharine Burdekin
LA NOTTE DELLA SVASTICA
Edizioni Sellerio, pp. 308, € 15
Traduzione di Alfonso Geraci

Ci vorrebbe più tempo per leggere tutto quello che andrebbe letto. Questa affermazione lapalissiana potrebbe fungere da fascetta per invogliare alla lettura dell’interessante, anche se non proprio entusiasmante, romanzo della sconosciuta Katharine Burdekin. Pubblicato nel lontano 1937, in questo romanzo è possibile trovare elementi che saranno più avanti sviluppati da colossi della letteratura quali Orwell e Bradbury, nonché prosecuzioni del lavoro seminale di Huxley; e già che ci siamo, possiamo metterci dentro anche Philip K. Dick. Già dai grossi nomi fatti è facile intuire che qui si parla di distopia.

Continua a leggere


Recensione: Dominique Manotti, Vite bruciate

Dominique Manotti
VITE BRUCIATE
Edizioni Sellerio, pp. 295, € 14,00
Traduzione Claudio Castellani

Quando un romanzo assume connotazioni politiche rischia sempre di scadere nell’invettiva gratuita contro una parte o l’altra. Niente di tutto questo succede nelle storie che Dominique Manotti ci racconta. L’incidente occorso nella fabbrica della Daewoo dove si svolge l’azione è il punto d’inizio di una storia molto serrata in cui, con lo stile secco e molto poco incline a compromessi che le si riconosce, la Manotti ci descrive le trame di potere che, opponendo i ‘padroni’ agli operai mantengono in movimento l’economia mondiale.

Continua a leggere


Recensione: G. Lipovetsky e J. Serroy, L’estetizzazione del mondo

Gilles Lipovetsky e Jean Serroy
L’ESTETIZZAZIONE DEL MONDO
Edizioni Sellerio, pp. 351, € 20,00
Traduzione Andrea Inzerillo

Questo saggio parla di aspetti molto concreti della vita di ognuno, tanto concreti che ognuno potrebbe averci già fatto un pensierino sopra, se è uno che fa dei pensierini, perché è vero che non tutti li fanno, i pensierini, anche se questa considerazione è forse più mia che non degli autori del libro, due che sembrano più aperti/positivi sugli influssi che l’estetizzazione progressiva del mondo può avere sulle persone, rispetto al loro grande conterraneo Debord e alla scuola di Francoforte, che, ricordiamolo, avevano posizioni molto pessimiste sugli influssi che la società dello spettacolo aveva sulle persone.

Continua a leggere


Recensione: Antonio Manzini, Rien ne va plus

Antonio Manzini
RIEN NE VA PLUS
Edizioni Sellerio, pp. 310, € 14,00

Ho chiuso la recensione di Fate il vostro gioco, l’episodio precedente della saga dal commissario Schiavone, rimarcando l’abilità dell’autore a tenerci inchiodati alla improbabili avventure di questo vice commissario forzatamente trasferito da Roma ad Aosta. E anche questo, che è l’ottavo episodio, non manca il colpo, lasciando il lettore nell’attesa degli sviluppi.

Continua a leggere


Recensione: Antonio Manzini, Fate il vostro gioco

Antonio Manzini
FATE IL VOSTRO GIOCO
Edizioni Sellerio, pp. 389, € 15,00

Il settimo episodio della saga di Rocco Schiavone affronta un tema “sociale”, nel senso che parla della mania del gioco. Il tutto inizia con l’omicidio di un pensionato che lavorava al casinò di Saint Vincent. Chiamato ad investigare, Rocco solleverà la polvere sotto diversi tappeti, tra cui anche la dipendenza da gioco dal giovane Italo, il sottoposto di Rocco innamorato della traditrice Caterina, la ex collega che abbiamo scoperto al termine di Pulvis et Umbra essere incaricata dai servizi di tenere sotto controllo il vice questore romano.

Continua a leggere


Recensione: Robert Menasse, La capitale

Robert Menasse
LA CAPITALE

Edizioni Sellerio, pp. 445, euro 16
Traduzione Marina Pugliano e Valentina Tortelli

Il maiale che appare e scompare per le vie della capitale d’Europa è un simbolo? Se sì, di cosa? Domanda senza risposta, forse, ma che dà il tono al piacevolissimo romanzo di Robert Menasse che con parole argute e sapienti, nel senso di uno che sa come vanno le cose, ci descrive la vita quotidiana, gli odi, le vere motivazioni e i contorti modi di pensare che l’apparato burocratico di Bruxelles, la capitale appunto, mette in atto per giustificare la propria esistenza.

Continua a leggere


Recensione: Antonio Manzini, Pulvis et umbra

pulvisAntonio Manzini
PULVIS ET UMBRA
Edizioni Sellerio, pp. 403, € 15,00

Incredibile dictu, il commissario Schiavone prosegue mantenendo la sua umanitate et simpatia, cosa né scontata né facile da trovare in omologhi della narrativa seriale, che, proprio in quanto seriale tende ad appiattirsi all’orizzonte lontano, ovvero a rendere i personaggi un po’ ripetitivi e noiosi, ma il nostro no, riesce a mantenere l’acidità di carattere e la noiristica negatività del vissuto, passato e presente, che del futuro nulla dir si puote, attendendo noi trepidanti il prossimo capitolo,

Continua a leggere