Recensione: Percival Everett, Quanto blu

Percival Everett
QUANTO BLU
Edizioni La nave di teseo, pp. 314, € 20
Traduzione di Massimo Bocchiola

La traduzione letterale del titolo (in originale So much blue) è perfetta, lasciando al letture il compito di interpretare il plurivoco significato del colore. Perché in inglese il blu è sì un colore, ma anche uno stato d’animo (depresso), una disposizione dell’ambiente (tetro) più svariati altri significati contestuali. E il protagonista della storia, Kevin Pace, si trova a viverli tutti.
Conosciamo già Percival Everett per i suoi precedenti lavori, tutti di estremo interesse e piacevolissima lettura, e anche qui il lettore sarà soddisfatto; ma, se in Glifo siamo rimasti stupiti dalla cultura e dall’inventiva, in Cancellazione dalla densità del vissuto raccontato, in Deserto americano dall’originalità e dal tono dissacrante, qui restiamo impressionati dal blue.

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Recensione: Percival Everett, Percival Everett di Virgil Russell

Percival Everett
PERCIVAL EVERETT DI VIRGIL RUSSELL
Edizioni Nutrimenti, pp. 266, € 16
Traduzione di Letizia Sacchini

Però. Posso iniziare una recensione con “Però”? Non penso, però l’ho fatto e proseguo. Dato che parlerò di un libro di Percival Everett che è di – in senso generativo forse – Virgil Russell, sarà bene aspettarsi, fors’anche augurarsi, tali errori morfo-sintattici. Va da sé che il linguaggio, che attraverso morfologia e sintassi, nonché grammatica e semantica e svariate altre particolarità difficilmente elencabili ma nondimeno importanti, tende a svilupparsi vieppiù, e vieppiù descrivere adeguatamente, o con mancanza di adeguatezza, il mondo, è uno dei punti centrali del non romanzo che potreste decidere di leggere. Se sarà dopo aver letto questa mia, ne sarò lusingato, se lo deciderete per i fatti vostri va bene lo stesso.

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Recensione: Percival Everett, Il paese di Dio

Percival Everett
IL PAESE DI DIO
Edizioni Nutrimenti, pp. 199, € 16
Traduzione di Marco Rossari

Questo romanzo è adattissimo a tutti gli appassionati del genere western perché ci sono tutti gli elementi tipici del genere, ma capovolti ovviamente, trattandosi di un libro di Everett. Si parte con una razzia ad una fattoria, durante la quale viene rapita la moglie del protagonista, Sadie. Il marito, Curt Marder non ha il fegato di lanciarsi sui razziatori travestiti da indiani; va allora in paese alla ricerca di uno che lo aiuti. E chi può aiutare quest’uomo, povero in canna, un po’ vigliacco e fondamentalmente stupido? Solo uno che è sotto di lui nella gerarchia sociale del feroce west, e cioè un nero, Bubba. 

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Recensione: Percival Everett, Non sono Sidney Poitier

Percival Everett
NON SONO SIDNEY POITIER
Edizioni Nutrimenti, pp. 251, € 16,50
Traduzione di Marco Rossari

Non Sono Sidney nasce dopo una gestazione di 24 mesi, cosa abbastanza strana, tanto da meritargli l’improbabile nome che la madre gli affibbia. Ma siamo in un romanzo di Perceval Everett e certe cose ce le aspettiamo. È logico quindi che crescendo Non Sono Sidney, che di cognome fa Poitier, venga ad assomigliare al noto attore. Ma prima di prendere coscienza di questa somiglianza, la coscienza del suo essere NERO, Nonso dovrà vagare per l’America razzista.

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Recensione: Percival Everett, Ferito

Percival Everett
FERITO
Edizioni Nutrimenti, pp. 236, € 16
Traduzione di Marco Rossari

Ho già avuto modo di tessere le lodi di questo strepitoso scrittore per i suoi primi quattro libri tradotti in Italia, libri talmente belli che dopo averli letti occorre riprendere le misure con la letteratura che si incontra normalmente; dopo questo invece – esso pure, a suo modo, un capolavoro – si è talmente immersi nel brutto che potrebbe sembrare un passo indietro, se ci si fermasse alla lettura immediata. La storia sembra infatti è in sé molto banale. Uno stato del West, un Ranch, il relativo proprietario, John.

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Recensione: Percival Everett, Deserto americano

Percival Everett
DESERTO AMERICANO
Edizioni Nutrimenti, pp. 263, € 16
Traduzione di Marco Rossari

Il povero Ted Street, una personcina assolutamente mediocre, ha deciso di suicidarsi; ma è talmente sfigato che, mentre sta andando a compiere questo gesto irreversibile, è coinvolto in un incidente stradale che lo uccide: la testa gli si trancia di netto. Riattacatagli alla meno peggio la testa al resto del corpo, Ted, ateo dichiarato, viene portato in chiesa per il funerale; ma, al momento culminante della cerimonia, all’intonazione di un canto, Ted si alza dalla bara. Urla, svenimenti e fughe precipitose non fermano il nostro che, con moglie e figli se ne torna a casa. Ma non siamo all’epoca di Lazzaro, ora ci sono i mass media, e la villetta dove vivono gli Street è subito assediata da importuni giornalisti.

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Recensione: Percival Everett, La cura dell’acqua

Percival Everett
LA CURA DELL’ACQUA
Edizioni Nutrimenti, pp. 194, € 15
Traduzione di Marco Rossari

A Ishmael Kadder viene rapita la figlia, Lane. Due giorni dopo la polizia la trova morta e stuprata in fondo ad un burrone. Sembra l’incipit di:
a) un romanzo pulp
b) una storia strappalacrime
Contrariamente a quanto vi aspettereste logicamente, tertium datur, poiché non stiamo discutendo dell’esistenza del vuoto o della natura dell’anima. Everett – e questo è il suo terzo romanzo tradotto – ci ha già abituato alla possibilità di gettare sguardi inaspettati sulla realtà, assolvendo così appieno il ruolo che l’intellettuale dovrebbe svolgere; e nemmeno questa volta ci delude.

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Recensione: Percival Everett, Glifo

Percival Everett
GLIFO
Edizioni Nutrimenti, pp. 211, € 15
Traduzione di Marco Rossari

Cosa direste se un bambino, poniamo il vostro bambino, alla serafica età di dieci mesi vi scrivesse un biglietto con scritte queste parole: «Uno: Il mondo è tutto ciò che accade. Uno-punto-uno: Il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose.» Questo è quello che accade alla madre di Ralph, il piccolo genio protagonista del romanzo. Il padre di Ralph, Cicciobombo, non crede ai suoi occhi, letteralmente, e quindi la madre, Mammina, diventa il solo tramite tra Ralph e il mondo. Inizia a portargli nella culla libri che il piccolo divora con una voracità invidiabile. In una società come la nostra però, dove ogni deviazione dalla norma viene guardata con un certo sospetto, e un bambino con un QI di 475 non è visto come un miracolo, ma come un potenziale pericolo.

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Recensione: Percival Everett, Cancellazione

Percival Everett
CANCELLAZIONE
Edizioni Instar, pp. 312, € 16
Traduzione di Marco Bosonetto

Molti sono i motivi che stanno dietro il successo commerciale di un libro e tra questi non credo proprio che il primo sia il valore letterario. Uno che ha invece una grandissima rilevanza è la casa editrice. Se questo libro fosse uscito con Mondadori o Rizzoli, sarebbe probabilmente diventato un caso. Ne avrebbero parlato tutti, si sarebbero spesi fiumi d’inchiostro, si sarebbero creati le classiche fazioni pro/contro; tutte cose già viste, insomma. O magari no. Forse proprio perché non è stato preso dagli editori maggiori possiamo supporre che il contenuto di questa storia sia stato giudicato inadatto al grande pubblico, inadatto a suscitare quell’interesse mediatico che può garantire alte vendite e neppure a generare il famoso, e peloso, meccanismo del passaparola.

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