<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SpazioTerzoMondo &#187; Mondadori</title>
	<atom:link href="http://www.spazioterzomondo.com/tag/mondadori/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.spazioterzomondo.com</link>
	<description>libreria, caffetteria, enoteca con mescita a Seriate (Bergamo)</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 15:50:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Joyce Carol Oates, Sorella, mio unico amore, Mondadori</title>
		<link>http://www.spazioterzomondo.com/2010/05/joyce-carol-oates-sorella-mio-unico-amore-mondadori/</link>
		<comments>http://www.spazioterzomondo.com/2010/05/joyce-carol-oates-sorella-mio-unico-amore-mondadori/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 14:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Joyce Carol Oates]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[Sorella mio unico amore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spazioterzomondo.com/?p=1620</guid>
		<description><![CDATA[Joyce Carol Oates, Sorella, mio unico amore
Mondadori, pp. 667, euro 22
Traduzione Giuseppe Costigliola
Ciò che differenzia la letteratura dalla cronaca è la rinuncia a priori del tentativo di riflessione diretta della realtà. Esiste comunque, nella letteratura commerciale, il filone cosiddetto delle ‘storie vere’ in cui fatti drammatici vengono presentati alle casalinghe di Voghera sfruttando il facile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #000000;">Joyce Carol Oates, Sorella, mio unico amore<br />
</span></strong><strong><span style="color: #000000;">Mondadori, pp. 667, euro 22<br />
</span></strong><strong><span style="color: #000000;">Traduzione Giuseppe Costigliola</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Ciò che differenzia la letteratura dalla cronaca </span>è la rinuncia a priori del tentativo di riflessione diretta della realtà. Esiste comunque, nella letteratura commerciale, il filone cosiddetto delle ‘storie vere’ in cui fatti drammatici vengono presentati alle casalinghe di Voghera <span id="more-1620"></span>sfruttando il facile sentimentalismo cui queste lettrici spesso e volentieri soggiacciono.</p>
<p>La letteratura di qualità invece non si accontenta di riflettere – che comunque una riflessione diretta e onesta (il dato immediato non esiste) sarebbe un ottimo risultato, anche se poco utile dal punto di vista commerciale, perché la realtà nuda e cruda ha ben poco di sentimentale – ma lavora sulla traduzione ad un livello superiore dei fatti stessi. Detto altrimenti: partendo da un fatto di cronaca, vi racconto quello che succede con i fatti di cronaca. L’invenzione, elemento essenziale dell’arte, deve fondarsi sulla realtà, elemento irrinunciabile dell’arte.</p>
<p>Joyce Carol Oates, scrittrice già nota e affermata, con estrema perizia si dedica all’analisi dell’omicidio irrisolto di JonBenet Ramsey, una bambina di sei anni che nel dicembre del 1996 fu trovata morta nella cantina della casa dei genitori. Le indagini della polizia non portarono a nessun risultato. Attorno al caso si scatenò un circo mediatico pari a quello da noi scatenatosi per l’omicidio di Cogne.</p>
<p>Per raccontare una storia del genere la Oates aveva bisogno di un punto d’appoggio, un elemento d’invenzione che le permettesse di osservare come dall’esterno le dinamiche scatenate da questo omicidio, pur avendo un punto di vista privilegiato. E lo trova, o meglio, se l’inventa, partendo dalla stessa famiglia Ramsey. Il fratello – reale &#8211; della piccola JonBenet, Burke, diventa il protagonista – inventato &#8211; della storia. Attorno al suo senso di colpa, instillatogli ad arte – si scoprirà alla fine perché – leggiamo i fatti che hanno preceduto l’omicidio – la trasformazione di una bambina di quattro anni in una piccola Barbie, un prodotto commerciale da vendere al pubblico per permettere alla madre di dare un senso alla sua vita – e, soprattutto, quelli che l’hanno seguito.</p>
<p>La vittima ulteriore diventa così il piccolo Skyler – questo è il nome che la Oates inventa per Burke – che impiegherà dieci anni per affrontare e parzialmente risolvere i sensi di colpa legati al dramma familiare che ha vissuto.</p>
<p>Ho trovato in internet l’opinione di una lettrice, che si diceva meravigliata d’avere scoperto che il romanzo non è una storia vera.</p>
<p>Ci sono ancora speranze allora, anche per le casalinghe di Voghera.</p>
<p>Per chi volesse informazioni sul caso di JonBenet Ramsey, di seguito un link molto approfondito:</p>
<p><a href="http://www.trutv.com/library/crime/notorious_murders/famous/ramsey/index_1.html">http://www.trutv.com/library/crime/notorious_murders/famous/ramsey/index_1.html</a></p>
<p>Per curiosità, la pagina di Wikipedia dedicata alle Casalinghe di Voghera</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casalinga_di_Voghera">http://it.wikipedia.org/wiki/Casalinga_di_Voghera</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spazioterzomondo.com/2010/05/joyce-carol-oates-sorella-mio-unico-amore-mondadori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Saul Bellow, Il dono di Humboldt, Mondadori</title>
		<link>http://www.spazioterzomondo.com/2010/03/saul-bellow-il-dono-di-humboldt-mondadori/</link>
		<comments>http://www.spazioterzomondo.com/2010/03/saul-bellow-il-dono-di-humboldt-mondadori/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 15:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Il dono di Humboldt]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[Saul Bellow]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spazioterzomondo.com/2010/03/saul-bellow-il-dono-di-humboldt-mondadori/</guid>
		<description><![CDATA[Saul Bellow, Il dono di Humboldt
Mondatori, pp. 601, euro 10
Traduzione Pier Francesco Paolini
Charlie Citrine è uno scrittore che gode apparentemente di buona sorte. Cresciuto sotto l’ala protettiva di Von Humboldt Fleisher, poeta americano noto e affermato, sfonda con una commedia che raccoglie successi nei teatri di mezzo mondo. Dopo due mogli sta vivendo una seconda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Saul Bellow, Il dono di Humboldt<br />
Mondatori, pp. 601, euro 10<br />
Traduzione Pier Francesco Paolini</strong></p>
<p>Charlie Citrine è uno scrittore che gode apparentemente di buona sorte. Cresciuto sotto l’ala protettiva di Von Humboldt Fleisher, poeta americano noto e affermato, sfonda con una commedia che raccoglie successi nei teatri di mezzo mondo. Dopo due mogli <span id="more-1447"></span>sta vivendo una seconda giovinezza con la bella e formosa Renata, giovane ed esuberante donna affascinata dall’intellettuale. Ma nere nubi si stagliano all’orizzonte. L’ispirazione scarseggia un po’ e quindi il reddito ne risente; a ciò si aggiunga che la seconda moglie, per mantenere le figlie, sta cercando di ridurlo sul lastrico accampando diritti sui suoi proventi letterari. Per giungere a comprendere fino in fondo l’effettiva situazione del povero Charlie dobbiamo però percorrere tutto il suo percorso formativo all’ombra di Humboldt. Ed è un percorso affascinante e seducente, quello che percorriamo nelle oltre cinquecento pagine dedicate a questo; è il percorso di un intellettuale che si deve confrontare con la stessa possibilità di essere onesto in quello che il mercato ha ridotto essere la cultura.<br />
Citrine è però un vero intellettuale che aggirando gli ostacoli di Scilla e Cariddi, bellezza e denaro, giunge ad una maggiore consapevolezza di sé attraverso quello che è l’inatteso dono di Humboldt.<br />
Questo è solo un breve accenno al romanzo – a mio pare la sua opera migliore &#8211; che valse a Bellow il premio Pulitzer del 1974, cui seguì l’anno dopo il Nobel. E’ un romanzo soprattutto interiore e quindi difficilmente riassumibile; ma non è un romanzo interiore nel deteriore senso che questa parola ha assunto oggi, non è cioè un romanzo in cui il protagonista se ne sta immobile a guardarsi l’ombelico. I fatti esteriori sono essenziali e giustificano lo svolgimento della vicenda. Sia Scilla sia Cariddi Citrine le supera perché costretto: Renata lo molla e i soldi finiscono. Eppure, quando, grazie al dono inatteso il tutto potrebbe essere recuperato, Citrine riesce a mantenersi ad un livello di dignità superiore.<br />
La storia è evidentemente moraleggiante, ma non in maniera manichea, ché il protagonista riesce alla fine a riconoscere il fatto che la vita è tutta intessuta di grigio e che lo scopo dell’uomo è proprio, per quanto possibile, cercare di evitare questo grigio, senza nessuna certezza del risultato. E’ sia un romanzo della maturità, perché mostra la fondamentale vanità del tutto, sia un romanzo di formazione, perché mostra che se non ci si scagliasse, da giovani, contro questa vanità tutto resterebbe per sempre grigio.<br />
E nessun dono potrebbe mai illuminarci.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spazioterzomondo.com/2010/03/saul-bellow-il-dono-di-humboldt-mondadori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Recensioni: Massimo Lolli, Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio, Mondadori</title>
		<link>http://www.spazioterzomondo.com/2010/01/massimo-lolli-il-lunedi-arriva-sempre-di-domenica-pomeriggio-mondadori/</link>
		<comments>http://www.spazioterzomondo.com/2010/01/massimo-lolli-il-lunedi-arriva-sempre-di-domenica-pomeriggio-mondadori/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 19:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Lolli]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spazioterzomondo.com/?p=1299</guid>
		<description><![CDATA[Massimo Lolli, Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio.
Mondadori, pp. 198, euro 18
 
Un paese umanamente scadente come l’Italia non può che avere per protagonista dei romanzi che lo descrivono un essere umano scadente come il signor Andrea Bonin. Questo incipit risente, è necessario che lo dica, dell’imprecisione della scrittura, dovuta alla sua dimensione temporale; prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"><strong>Massimo Lolli, Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio.</strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"><strong>Mondadori, pp. 198, euro 18</strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"> </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 27pt; text-align: left;">Un paese umanamente scadente come l’Italia non può che avere per protagonista dei romanzi che lo descrivono un essere umano scadente come il signor Andrea Bonin. Questo incipit risente<span id="more-1299"></span>, è necessario che lo dica, dell’imprecisione della scrittura, dovuta alla sua dimensione temporale; prima dici una cosa, esagerando, poi la correggi facendola calare di tono, ma resta comunque l’impressione della prima affermazione. In effetti il povero Bonin è un cinquantenne pietoso per motivi a lui indipendenti, così come gli italiani sono quello che sono non solo per colpa loro.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 27pt; text-align: left;">Passato infatti da un ruolo di manager di un’importante industria tessile a quello di disoccupato a tempo pieno, non riesce a dire a nessuno quello che gli è successo, se ne vergogna, ha paura di essere escluso. Così sta fuori casa, vede ggente e fa cose, come un normale cinquantenne in carriera. Ma l’assenza di un’occupazione si fa sentire. Il tentativo di colmare questi buchi con avventure sessuali con improbabili signore di mezza età in cerca del brivido non impegnativo contribuisce ad aumentare il senso di pietas che questo signore ci ispira; senso che raggiunge i vertici quando cade nella sua rete di affascinante tombeur de femmes una ventenne bella oltre ogni dire, Giulia. A questa ragazza, alla quale concede il suo tempo per una fugace notte, il nostro si negherà quando, catapultato per un improbabile colloquio di lavoro in Cina, si trova a progettare di diventare il mantenuto di una over 60, giusto per sbarcare il lunario senza affannarsi troppo. La chiusa però vede le carte nuovamente ribaltate. La vecchia signora, che tra parentesi lui conosceva già a Vicenza, che lui credeva d’avere catturato con le sue notevoli prestazioni, si intrattiene con un suo rivale più giovane e lui, incapace di togliersi la vita, che vede miserevole oltre ogni dire, al risveglio mattutino si dice che sì, in fondo deve continuare, e che un messaggio a Giulia lo può anche mandare.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 27pt; text-align: left;">Questa è la storia, in breve. La scrittura è discreta, anche se talvolta appesantita da riflessioni gratuite sul senso della vita, o sulla mancanza di senso. Non si capisce come mai uno che perde un lavoro di fascia alta, diciamo così, non possa anche solo temporaneamente fare un lavoro umile. Uno dei più noti personaggi di Kundera avrebbe qualcosa da insegnare al signor Bonin. Ma questo potrebbe essere il modo di pensare di una certa fascia della popolazione.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 27pt; text-align: left;">Se prendiamo la vicenda descritta in senso letterale, come la difesa della possibilità di vivere sempre sulla cresta dell’onda, il libro è patetico. Tutte le scene sembrano prese dal copione di un brutto telefilm, il signor Bonin non dà prova della minima sensibilità verso gli altri e della necessaria onestà con se stesso e tutti i personaggi che incontra, conosce  e sfrutta esistono solo in quanto sua funzione. Non può quindi pretendere, questo libro, di avere le caratteristiche del romanzo compiuto.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 27pt; text-align: left;">Se invece la storia è la critica allegorica agli anni del manager rampante, che Andrea incarna alla perfezione, allora tutto assume un’altra fisionomia. Allora tutto ha un senso, insostenibile, patetico e, per certi aspetti, tristissimo, ma ce l’ha.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 27pt; text-align: left;">Anche il fatto che alla fine Andrea decida di continuare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spazioterzomondo.com/2010/01/massimo-lolli-il-lunedi-arriva-sempre-di-domenica-pomeriggio-mondadori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anthony Horowitz, I cinque guardiani, Mondadori</title>
		<link>http://www.spazioterzomondo.com/2009/02/anthony-horowitz-i-cinque-guardiani-mondadori/</link>
		<comments>http://www.spazioterzomondo.com/2009/02/anthony-horowitz-i-cinque-guardiani-mondadori/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 08:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Andarperlibri]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Horowitz]]></category>
		<category><![CDATA[I cinque guardiani]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spazioterzomondo.com/?p=535</guid>
		<description><![CDATA[
Anthony Horowitz,
 IL VARCO DEL CORVO.I cinque guardiani
traduzione A. Ragusa, Mondadori, pp 237, 17 Euro

 “Ma quant’ è bravo Anthony Horowitz, non delude mai”. E’ ciò che abbiamo pensato dopo aver finito questo “Il varco del corvo”. Grande maestro nel mescolare i generi, l’autore inglese miscela con la consueta abilità horror, fantasy, noir, romanzo sociale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<p>Anthony Horowitz,<br />
 IL VARCO DEL CORVO.I cinque guardiani<br />
traduzione A. Ragusa, Mondadori, pp 237, 17 Euro</p>
<p></strong></p>
<p> “Ma quant’ è bravo Anthony Horowitz, non delude mai”. E’ ciò che abbiamo pensato dopo aver finito questo “Il varco del corvo”. Grande maestro nel mescolare i generi, l’autore inglese miscela con la consueta abilità horror, fantasy, noir, romanzo sociale e ci confeziona una storia che ci lascia con il fiato sospeso fino alla fine. Quello che ci piace di Horowitz <span id="more-535"></span>è che non dà mai l’impressione di prendere troppo sul serio quello che scrive, ed a possibili Armageddon, streghe, morti ammazzati, riti satanici … intreccia un sottile umorismo nero che ci fa sorridere anche nei momenti più drammatici. Ma non solo. Horowitz non manca mai di parlarci di attualità ed in questo libro narra di centrali nucleari, del peso del conformismo delle comunità chiuse in sè stesse, dell’inadeguatezza dei servizi di tutela dei minori … La storia? Troppo complicato parlarvene nelle poche righe che ci sono concesse, eppoi, perché torglierVi il piacere di scoprire quello che succede nelle pagine del libro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spazioterzomondo.com/2009/02/anthony-horowitz-i-cinque-guardiani-mondadori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

