Recensione: Paolo Nori, Strategia della crisi, Città Nuova

Paolo Nori, Strategia della crisi

Città Nuova, pp. 122, euro 15

E’ un modo di dire molto usato quello di dire che sono in crisi, c’ho una crisi, sei proprio in crisi, il che ci fa pensare che lo stato dell’essere in crisi sia una condizione umana possibile, anzi frequente e forse, sembra dirci P. Nori, auspicabile. Infatti nell’analisi abbastanza dettagliata che P. Nori fa delle varie situazioni in cuoi si è trovato, la crisi con cui le ha vissute è sempre stata una cosa che l’ha colpito, che l’ha fatto pensare al fatto che chi non si sente mai in crisi non è che sia proprio un essere umano. Voi pensate a Donald Trump, vi sembra mai in crisi? Direi di no, e infatti credo che la maggior parte di quelli che leggono questa mail e in generale leggono libri pensino male di Donald Trump, anche se non per il motivo che lui non è mai in crisi. Essere in crisi significa porsi dei problemi, delle domande sul proprio agire e P. Nori elenca una lunga serie di eventi, con il suo stile – e qui ci starebbe bene un aggettivo che però io non voglio mettere perché l’aggettivazione è sempre a rischio, si vede che anch’io ho le mie strategie per gestire la crisi, la crisi della scrittura in questo caso, anche se la mia è una scrittura non di invenzione, come quella di P. Nori ma di commento, didascalica diciamo. Ma a parte questi fatti personali che portano a debordare dal tema della recensione, che dovrebbe essere il gradevole libricino – anche se dire a uno scrittore che ha fatto un libricino potrebbe costare caro al recensore, ma ormai l’ho scritto e corro il rischio – di P. Nori, il succitato libricino parla, tra le varie cose, della passione dell’autore per la letteratura russa, il che è facile visto che è laureato in letteratura russa, dei suoi viaggi in Russia e dei suoi contatti con il popolo russo, e della sua avversione, anche se avversione è una mia deduzione, anche se credo che chiunque leggerà il libro potrà farla, questa deduzione, per due personaggi pubblici piuttosto noti, uno del mondo della politica – Matteo Renzi – e uno della cultura – Paola Mastrocola. Matteo Renzi e Paola Mastrocola, come Donald Trump, non sembrano mai in crisi, secondo P. Nori, e quindi forse non hanno una particolare strategia della crisi e forse, allora, non entreranno mai in rapporto empatico con P. Nori, che invece sulla crisi è riuscito addirittura a scriverci un libro Un modo come un altro per affrontare una crisi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *