Recensione: Ted Thompson, La seconda vita di Anders Hill, Bollati Boringhieri

Ted Thompson, La seconda vita di Anders Hill

Bollati Boringhieri, pp. 273, euro 12

Traduzione Maya Guidieri Berner

Poniamo che a sessant’anni vi accorgeste che la vostra vita non va. Non va più il vostro matrimonio, vostra moglie vi annoia; non va più il lavoro, vi sentite disonesti a vendere un prodotto in cui non credete; il vostro ruolo di genitore, ormai esaurito, ad un esame dei fatti risulta essere stato un po’ deludente. Che si fa allora? Facile, Anders Hill decide che è giunto il momento di cambiare vita. Divorzia, cambia casa, molla il lavoro e si mette in pensione. Salvo poi ricredersi, perché non è così bello passare le giornate da solo, senza nulla da fare e ritrovarsi a guardare la televisione al mattino. E così cerca di fare marcia indietro.

Ma non è così facile. Il nostro eroe inconsapevole cosa potrà fare della sua vita quasi distrutta? Con uno stile delicato e una scrittura analitica, che non risulta mai pesante, Ted Thompson ci porta all’interno della vita di una generazione per aiutarci a capire che a sessant’anni, forse, è ancora troppo presto per abbandonare la lotta.

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