Recensione: Giuliano Gallini, il confine di Giulia, Nutrimenti

Giuliano Gallini, il confine di Giulia

Nutrimenti, pp. 135, euro 15

In questa pregevole opera prima Giuliano Gallini ci racconta la storia, in parte vera in parte inventata, di Ignazio Silone in Svizzera. Sembra un argomento di secondaria importanza, non c’è che dire, ma proprio in questo sta l’abilità dello scrittore; innalzare un episodio marginale della storia europea in un oggetto che, se osservato attentamente, svela molto di più di quanto potrebbe fare a prima vista.

Ma andiamo per ordine, ricostruiamo un po’ la vicenda storica.

Ignazio Silone fu uno dei più importanti scrittori italiani del ‘900, salito alla ribalta con Fontamara. Prima del successo letterario, Silone ebbe una travagliata vita politica. Aderì infatti al neonato partito comunista sorto dalla scissione di Gramsci e Bordiga dai socialisti nel ’21 e ciò, nell’Italia fascista non poteva certo giovargli. Riuscì comunque, dopo varie peripezie, a trovare riparo in Svizzera dove restò fino alla fine della guerra. Tornato in patria partecipò attivamente al dibattito culturale e politico, chiudendo la sua carriera con Le avventure di un povero cristiano, in cui racconta la storia del papa del ‘gran rifiuto’, Celestino V. Dopo la sua morte emersero documenti da cui si evince una parziale collaborazione di Silone con agenti dell’Ovra, la polizia segreta fascista. Il dibattito sul tema, se Silone sia stato o meno una spia e quanto ciò mini il suo lavoro, non si è ancora concluso.

Non è intenzione di Gallini partecipare a questo dibattito; la verità storica non è la verità degli uomini che hanno fatto la storia. Crea quindi un personaggio, la bella e nobile Giulia, di cui Silone si innamora; fa raccontare la storia dei due ad un altro personaggio di fantasia e, introducendo ad arte riflessioni e discussioni tra i protagonisti, conduce il lettore a ragionare su come la verità nasca dal discorso tra le persone, su come talvolta la verità rimanga nascosta nelle persone. Perché la verità, quella umana, si sposta continuamente, va sempre oltre il confine. Ed è oltre questo confine che l’arte deve spingersi. Il confine di Giulia è un monito a non farsi intimorire, a proseguire sempre nella ricerca della verità. Fermarsi, non oltrepassarlo per paura o disinteresse, può avere conseguenze nefaste.

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