Recensione: Paolo Onori, Fare pochissimo, Marcos Y Marcos

Paolo Onori, Fare pochissimo

Marcos Y Marcos, pp. 222, euro 16

Chi non avesse mai letto i libri di Paolo Onori potrebbe anche decidere di porre fine a questa lacuna leggendo questo che è il primo, fare pochissimo appunto, che tra tutti i libri inutili che ci sono in giro è uno dei meno inutili, anche se l’inutilità di qualcosa è sempre relativa. E’ un libro sia divertente sia originale, due aspetti dei libri che non vanno sempre d’accordo i libri originali sono spesso noiosi e quelli divertenti non si sa bene chi possano far ridere forse quelli che vedono tanta televisione che però non si capisce perché dovrebbero comprare i libri se già vedono la televisione. Invece Paolo Onori racconta la vita d’un giornalista nella Bologna d’oggi che è una vita da Bologna oggi, non proprio bellissima, anche perché questo giornalista, che si chiama Marco Pietramellara, ha appena litigato con Nilde, la mamma di sua figlia Stasudadoss ed è chiaro che entrambi i nomi sono fittizi, come pure è fittizio l’insegnante che serve da interlocutore per l’inchiesta che il Pietramellara ha condotto sull’inutilità dell’ora di religione e sui soldi che quest’ora, di religione, costa alla collettività. Vorrei tanto potervela riassumere ma non è il caso, sono poi tre pagine (66, 67 e 68) che si leggono alla svelta. Tanto vale comprare il libro. Ma, diranno i più, 16 euro per tre pagine divertenti e originali mi sembra troppo, e invece no, perché il buon Paolo Onori riesce ad incastrare nelle vicende del Pietramellara un omicidio e, si sa, se in un libro c’è un omicidio, ci sarà anche un assassino. Trovare l’assassino non è difficilissimo perché Onori è uno scrittore di stati d’animo più che di gialli e lo svolgimento della storia è in perfetto accordo con la filosofia del Pietramellara, e forse anche dell’Onori, e forse di tutti quelli che han capito qualcosa della vita, ovvero fare pochissimo.

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