Recensione: Domenico Dara, Breve trattato sulle coincidenze, Beat

Domenico Dara, Breve trattato sulle coincidenze

Beat, pp. 345, euro 9.90

Anche il primo libro di Domenico Dara, di cui avevo già segnalato il pregevole Appunti di meccanica celeste, è forse ancor più interessante. Ambientato sempre in un piccolo paesino della Calabria, Girifalco di cui il nostro è originario, questo libro racconta la vita minuta del paese attraverso gli occhi del postino. Siamo alla fine degli anni ’60, ancora non c’è la mania del controllo e della quantificazione assoluta e il postino suddetto, con una ben misera vita privata, ha deciso di arricchirla scoprendo i segreti dei paesani nascosti nelle lettere. Così, prima di consegnarle, le porta a casa, le apre e le copia; poi le richiude e le consegna. Quest’uomo segue con partecipazione le vite dei concittadini ed annota le coincidenze che accadono, cercando di trarne insegnamenti e significato. Insieme poetico e filosofico, politico e sociale questo romanzo ci offre uno squarcio d’Italia perduta e pure di un’umanità che è diventata rara. Pochi oggi vedono in ciò che accade una casualità da cui trarre insegnamento, perché non accade altro da ciò che deve accadere: viviamo nel migliore dei mondi possibili. E invece, se si trae un significato da ciò che accade casualmente diventa possibile scegliere una via personale da percorrere che ci renderà più autonomi e, forse, più felici.

Come al termine del romanzo auguriamo tutti al nostro postino.

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