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	<title>Commenti a: Recensioni: Jean Baudrillard, La società dei consumi, Il mulino</title>
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	<description>libreria, caffetteria, enoteca con mescita a Seriate (Bergamo)</description>
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		<title>Di: enrico</title>
		<link>http://www.spazioterzomondo.com/2010/01/1312/comment-page-1/#comment-13</link>
		<dc:creator>enrico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 10:37:32 +0000</pubDate>
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		<description>Un altro francese e ancora anni ’70: Michel Foucault. Nel suo “Volontà di sapere” afferma come nelle istituzioni di potere esiste una volontà di sapere tutto degli individui e dei meccanismi sociali che è dettata dall&#039;esigenza di controllare il loro piacere ( Partendo dalla sessualità come strumento e supporto di questo occhio morbosamente controllore).  Il potere parte dal basso, come rifornimento di notizie utili per il controllo. Nessuno è escluso in quanto, anche se dotato di individualità fortemente anti-segnica, risulta parte di micro relazioni sociali che lo vincolano al mondo economico, viene conosciuto e successivamente disconosciuto come differenza.
 Quello che ci è stato lasciato in eredità è, concordo, non il migliore, ma nemmeno il peggiore possibile. 
I non segni positivi non possono certo e ovviamente esser la soluzione, ma ritengo importanti per non tener spostato l’equilibrio esclusivamente sui segni economici (negativi per chi non accetta la visione di questo mondo). Visto che ogni novità, ogni prodotto “underground o contestatore” che attira individui viene immediatamente fagocitato nel business, diventa oggetto di commercio, si rimane nel dualismo segno – non segno, hai non hai, sei – non sei con i primi in nettissima maggioranza. La trasversalità, come cura, c’è, è mimetica, è reale e credo stia uscendo dal pelo dell’acqua. Benissimo.
Credo, forse l’ho lasciato troppo sottinteso, che invece i segni positivi (commercio equo e solidale, volontariato, prestito bibliotecario e gli esempi citati nella recensione) che seguono regole economiche (non come fondamento, ma come mezzo) per diffondere aiuto e non differenze, siano altra forza e altra speranza concreta per migliorare questo mondo non ancora alla fine dei suoi giorni. 
Ma lasciateci anche le illusioni. Un po’ di oppio non ha mai ucciso nessuno. Solo un poco, però.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro francese e ancora anni ’70: Michel Foucault. Nel suo “Volontà di sapere” afferma come nelle istituzioni di potere esiste una volontà di sapere tutto degli individui e dei meccanismi sociali che è dettata dall&#8217;esigenza di controllare il loro piacere ( Partendo dalla sessualità come strumento e supporto di questo occhio morbosamente controllore).  Il potere parte dal basso, come rifornimento di notizie utili per il controllo. Nessuno è escluso in quanto, anche se dotato di individualità fortemente anti-segnica, risulta parte di micro relazioni sociali che lo vincolano al mondo economico, viene conosciuto e successivamente disconosciuto come differenza.<br />
 Quello che ci è stato lasciato in eredità è, concordo, non il migliore, ma nemmeno il peggiore possibile.<br />
I non segni positivi non possono certo e ovviamente esser la soluzione, ma ritengo importanti per non tener spostato l’equilibrio esclusivamente sui segni economici (negativi per chi non accetta la visione di questo mondo). Visto che ogni novità, ogni prodotto “underground o contestatore” che attira individui viene immediatamente fagocitato nel business, diventa oggetto di commercio, si rimane nel dualismo segno – non segno, hai non hai, sei – non sei con i primi in nettissima maggioranza. La trasversalità, come cura, c’è, è mimetica, è reale e credo stia uscendo dal pelo dell’acqua. Benissimo.<br />
Credo, forse l’ho lasciato troppo sottinteso, che invece i segni positivi (commercio equo e solidale, volontariato, prestito bibliotecario e gli esempi citati nella recensione) che seguono regole economiche (non come fondamento, ma come mezzo) per diffondere aiuto e non differenze, siano altra forza e altra speranza concreta per migliorare questo mondo non ancora alla fine dei suoi giorni.<br />
Ma lasciateci anche le illusioni. Un po’ di oppio non ha mai ucciso nessuno. Solo un poco, però.</p>
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		<title>Di: Antonio</title>
		<link>http://www.spazioterzomondo.com/2010/01/1312/comment-page-1/#comment-12</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 15:25:38 +0000</pubDate>
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		<description>Si potrebbe notare che i non segni positivi sono semplici conferme dell&#039;esistente; se si ritiene che l&#039;esistente non sia buono ne deriva per logica che non occorre cercare il positivo del reale, in quanto falso; o superficiale, per dirla con Baudrillard.
La speranza deriva solo da ciò che afferma la possibilità d&#039;un reale diverso dall&#039;esistente. Non viviamo nel migliore dei mondi possibili, ma nell&#039;unico che il potere economico vuole renderci praticabile.  Muoversi solo in direzione del positivo non segnico, autoevidente, pecca un po&#039; di ingenuità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si potrebbe notare che i non segni positivi sono semplici conferme dell&#8217;esistente; se si ritiene che l&#8217;esistente non sia buono ne deriva per logica che non occorre cercare il positivo del reale, in quanto falso; o superficiale, per dirla con Baudrillard.<br />
La speranza deriva solo da ciò che afferma la possibilità d&#8217;un reale diverso dall&#8217;esistente. Non viviamo nel migliore dei mondi possibili, ma nell&#8217;unico che il potere economico vuole renderci praticabile.  Muoversi solo in direzione del positivo non segnico, autoevidente, pecca un po&#8217; di ingenuità.</p>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.spazioterzomondo.com/2010/01/1312/comment-page-1/#comment-11</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 08:58:30 +0000</pubDate>
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		<description>cit: &quot;è attraverso il consumo dei segni che si mantiene in essere la differenziazione sociale in classi.&quot;
&quot;Il fatto che esistano libri, all’interno della produzione dell’industria culturale, che hanno un valore d’uso, che insegnano...lascia uno spazio aperto alla speranza.&quot;
Purtroppo questi libri vengono &quot;segnati&quot; con connotazione prettamente antagonista del modello di consumo, mattoni per intellettualoidi noiosi o anche solo propaganda di partito. Esistono libri di questo tipo, ma ridurre tutto al solito mazzo di fiori è il solito ridurre per sminuire... 
&quot;ovvero la riduzione di tutto (corpo, tempo libero, vita emotiva, interessi culturali) a merce.&quot;
&quot;La passione non è produttiva perchè limitata&quot; &quot;Nulla può più essere improduttivo, dunque nulla può più essere umano nel senso di gratuito.&quot; Il mito dello scrittore che scrive per regalare felicità, però, mi pare possa reggere poco, la passione è limitata, la vita è un po&#039; più lunga.  Ecco perchè lo scrittore, anche quello che idealizza da mattino a notte, sotto sotto insegue il mito del campare scrivendo.
Ottime riflessioni monsieur Baudrillard. Peccato abbia il segno di essere mattone antagonista.
Rimane questa speranza che esiste, resta sul pelo dell&#039;acqua. 
Adoro i &quot;non segni&quot; positivi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cit: &#8220;è attraverso il consumo dei segni che si mantiene in essere la differenziazione sociale in classi.&#8221;<br />
&#8220;Il fatto che esistano libri, all’interno della produzione dell’industria culturale, che hanno un valore d’uso, che insegnano&#8230;lascia uno spazio aperto alla speranza.&#8221;<br />
Purtroppo questi libri vengono &#8220;segnati&#8221; con connotazione prettamente antagonista del modello di consumo, mattoni per intellettualoidi noiosi o anche solo propaganda di partito. Esistono libri di questo tipo, ma ridurre tutto al solito mazzo di fiori è il solito ridurre per sminuire&#8230;<br />
&#8220;ovvero la riduzione di tutto (corpo, tempo libero, vita emotiva, interessi culturali) a merce.&#8221;<br />
&#8220;La passione non è produttiva perchè limitata&#8221; &#8220;Nulla può più essere improduttivo, dunque nulla può più essere umano nel senso di gratuito.&#8221; Il mito dello scrittore che scrive per regalare felicità, però, mi pare possa reggere poco, la passione è limitata, la vita è un po&#8217; più lunga.  Ecco perchè lo scrittore, anche quello che idealizza da mattino a notte, sotto sotto insegue il mito del campare scrivendo.<br />
Ottime riflessioni monsieur Baudrillard. Peccato abbia il segno di essere mattone antagonista.<br />
Rimane questa speranza che esiste, resta sul pelo dell&#8217;acqua.<br />
Adoro i &#8220;non segni&#8221; positivi.</p>
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